IL CASO – Blitz della Guardia di Finanza in un’attività da asporto: 7 lavoratori irregolari su 7, scattano sanzioni per oltre 23.000 euro

utente789
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Un’operazione mirata al contrasto del lavoro sommerso e alla tutela della legislazione sociale ha portato alla luce un grave quadro di illegalità all’interno di un esercizio di vicinato adibito alla vendita di cibi da asporto nel comune di Ladispoli.

L’intervento ispettivo, condotto dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Ladispoli nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio disposti dal Comando Provinciale di Roma, ha rivelato la totale irregolarità della forza lavoro impiegata nell’attività. Lavoratori in “nero” e stipendi in contanti Tutti e 7 i dipendenti presenti all’interno della struttura al momento del controllo, intenti alla preparazione e somministrazione delle vivande, sono risultati irregolari. Dai successivi riscontri documentali condotti dalle Fiamme Gialle è emerso che: 2 lavoratori erano impiegati completamente “in nero”, privi di qualsiasi comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di lavoro. 5 lavoratori, pur figurando nei registri, venivano retribuiti mediante strumenti non tracciabili (contanti), in violazione della legge, unitamente a irregolarità nella tenuta del Libro Unico del Lavoro (LUL). Evasione fiscale e ritenute non versate Gli approfondimenti di natura fiscale hanno inoltre evidenziato gravi inadempienze sui versamenti destinati all’Erario: Oltre 8.500 euro di ritenute previdenziali e assistenziali operate sui dipendenti ma mai versate all’Erario. Quasi 4.000 euro di ritenute dovute e non operate. Il quadro sanzionatorio A carico dell’impresa è stato redatto un verbale unico di accertamento e notificazione che prevede sanzioni pecuniarie per un importo complessivo di oltre 23.000 euro. La cifra comprende la maxisanzione per il lavoro sommerso, le contestazioni per l’impiego di denaro contante non tracciabile per le retribuzioni e la non corretta tenuta dei registri del lavoro. Danno sociale ed economia distorta Come evidenziato dalla Guardia di Finanza, il fenomeno del lavoro sommerso produce un duplice effetto negativo: Sul piano sociale, priva i lavoratori delle tutele assistenziali, previdenziali e assicurative fondamentali, esponendoli a forte precarietà e a deficit di sicurezza sul luogo di lavoro. Sul piano economico, altera la leale concorrenza del mercato, poiché l’abbattimento illecito del costo del lavoro danneggia gli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole e sostengono i costi della legalità.
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