Sciopero dei penalisti, aderisce anche Frosinone: stop di sette giorni a settembre

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La Camera Penale di Frosinone “Fabrizio Pagliei” nella persona del presidente Giuseppe Lo Vecchio ha aderito all’astensione collettiva dalle attività giudiziarie penali proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI).

Lo stop è previsto dal 23 al 29 settembre 2026 e coinvolgerà gli avvocati penalisti nel rispetto della normativa che disciplina il diritto di astensione nei servizi pubblici essenziali. La decisione fa seguito alla delibera approvata dalla Giunta dell’UCPI il 31 luglio scorso ed è stata formalmente comunicata ai vertici degli uffici giudiziari del distretto, tra cui la Corte d’Appello di Roma, la Procura Generale, il Tribunale e la Procura della Repubblica di Frosinone, l’Ufficio Gip-Gup, il Giudice di Pace, l’Ufficio di Sorveglianza e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Al centro della protesta vi è la tutela dell’effettività del segreto dei colloqui tra difensori e assistiti nei luoghi di detenzione. Secondo l’Unione delle Camere Penali Italiane, il diritto alla riservatezza delle comunicazioni tra avvocato e cliente rappresenta un principio fondamentale del diritto di difesa e necessita di maggiori garanzie. L’astensione avrà una durata di sette giorni consecutivi e sarà attuata nel rispetto delle disposizioni previste dalla legge. La Camera Penale di Frosinone ha inoltre assicurato che saranno adottate tutte le iniziative necessarie per limitare i disagi ai cittadini, attraverso un’adeguata informazione al pubblico mediante il sito dell’Unione delle Camere Penali Italiane, comunicazioni agli organi di stampa e avvisi all’interno degli uffici giudiziari. Durante il periodo di astensione potranno subire rinvii numerose udienze penali non rientranti tra quelle considerate urgenti o indifferibili, mentre resteranno garantite le attività previste dalla normativa a tutela dei diritti fondamentali delle persone coinvolte nei procedimenti penali. L’iniziativa si inserisce nella mobilitazione nazionale promossa dall’UCPI per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di rafforzare le garanzie del diritto di difesa. Mar. Ming.
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