​Cassino non dimentica: il ricordo commosso del Carabiniere Marino Fardelli a 63 anni dalla strage di Ciaculli

utente789
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La città di Cassino si è stretta ieri mattina, in un momento di solenne e profonda commozione, attorno al ricordo di uno dei suoi figli più illustri: il Carabiniere Marino Fardelli. A 63 anni esatti dalla tragica “Strage di Ciaculli” – avvenuta a Palermo il 30 giugno 1963 – la comunità locale ha celebrato una cerimonia per onorare il sacrificio del giovane militare, insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria.

Una ferita ancora aperta, un esempio indelebile ​L’attentato di Ciaculli, che costò la vita a sette servitori dello Stato, rimane una delle pagine più buie della lotta contro la mafia. Tra quelle vittime, l’autovettura trappola portò via anche il Carabiniere Fardelli, la cui eredità morale continua a rappresentare un pilastro per l’intera provincia. ​La cerimonia, organizzata dall’Amministrazione Comunale, ha visto la partecipazione dei familiari del decorato, delle massime autorità civili, militari e religiose del territorio, dei rappresentanti delle Associazioni Nazionali Carabinieri e di una folta cornice di cittadini. ​Il valore della memoria per le nuove generazioni ​Il Sindaco di Cassino, Enzo Salera, insieme al dott. Luca Fardelli, nipote della Medaglia d’Oro, hanno posto l’accento sull’importanza di mantenere viva la memoria. Non si è trattato solo di un atto celebrativo, ma di un monito rivolto al presente e al futuro. ​Il Tenente Colonnello Italino Guardiani, Comandante del Reparto Operativo, in rappresentanza del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Frosinone, Colonnello Gabriele Mattioli, ha sottolineato il ruolo pedagogico del ricordo: ​”Ricordare il sacrificio di Marino Fardelli e dei suoi commilitoni significa mantenere viva una bussola morale per le nuove generazioni. I nostri giovani hanno bisogno di testimonianze autentiche, di persone che nel quotidiano hanno dimostrato come l’onestà, il coraggio e la legalità valgano più della propria stessa vita. La lotta alle mafie si alimenta ogni giorno attraverso il rifiuto del compromesso e l’adempimento del proprio dovere”. ​Un abbraccio riconoscente ​La commemorazione si è chiusa in un clima di intensa partecipazione emotiva. L’Arma dei Carabinieri e l’intera terra ciociara hanno rinnovato così l’abbraccio riconoscente alla famiglia Fardelli, confermando come il sacrificio del giovane Carabiniere sia ancora oggi, a distanza di oltre sessant’anni, una luce accesa sui valori fondamentali di giustizia e legalità che guidano la società civile.
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