Due anni di disagi, silenzi e promesse mancate. Il primo cittadino di Cassino scrive al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: “Situazione inaccettabile, pronti alla mobilitazione”.
Non c’è più tempo per attendere. La pazienza del comprensorio del Cassinate è giunta al limite e il sindaco Enzo Salera ha deciso di rompere gli indugi, indirizzando una lettera dai toni duri al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Al centro della protesta, il protrarsi della chiusura della Commissione Medica Locale per le Patenti Speciali di Cassino, un presidio fondamentale che, dal lontano 8 ottobre 2024, ha cessato le proprie funzioni. Un calvario lungo due anni Da quasi ventiquattro mesi, cittadini, disabili e anziani del territorio sono costretti a trasformare una semplice pratica burocratica – il rinnovo della patente speciale – in un’odissea. La soppressione del servizio locale obbliga l’utenza a spostamenti forzati verso Frosinone o, nei casi peggiori, addirittura fuori regione. ”Una situazione di gravissima ingiustizia sociale”, scrive il Sindaco Salera nella missiva, sottolineando come a pagare il prezzo più alto siano sempre le fasce più fragili della popolazione, quelle che hanno minore mobilità e risorse economiche limitate. L’impasse burocratica e l’appello a Rocca Il dato più frustrante, evidenziato dal primo cittadino, è che non si tratta di una mancanza di organico o di ostacoli tecnici insormontabili. La ASL di Frosinone ha già provveduto alla nomina del Responsabile del Servizio di Medicina Legale, completando così i passaggi amministrativi di competenza locale. Adesso, la palla passa esclusivamente negli uffici di via della Pisana. ”L’ultimo e definitivo passo per la riattivazione della Commissione spetta unicamente alla firma e alla volontà della Presidenza della Regione”, chiarisce Salera, che definisce il silenzio tenuto finora dagli organi regionali come “inaccettabile” e “colpevole”. La minaccia di mobilitazione Il Sindaco non usa mezzi termini: il tempo delle promesse vuote è finito. Nella lettera, Salera preannuncia che, in assenza di atti concreti e risolutivi entro pochi giorni, il territorio è pronto a passare dalle parole ai fatti. “Si sarà costretti a promuovere e sostenere ogni forma di mobilitazione popolare e istituzionale a tutela dei diritti negati al Territorio”, conclude il primo cittadino. Il caso approda così sul tavolo del Presidente Rocca. La cittadinanza di Cassino attende ora un segnale tangibile: la riapertura di un ufficio che non è solo un presidio amministrativo, ma un fondamentale diritto di cittadinanza e dignità personale.

