Due giorni senza notizie. Due giorni di silenzio che pesano come macigni e che stanno consumando, ora dopo ora, la speranza di una famiglia sprofondata nell’angoscia. Di Marco Falanga, 35 anni, originario di Ferentino, non si sa più nulla.
Era partito con un sogno semplice, concreto: un lavoro, una possibilità nuova, un’occasione da cogliere lontano da casa. Venerdì sera era arrivato a Copenaghen, fiducioso, pronto a iniziare. Sabato aveva ancora parlato con i suoi affetti più cari, tenendo un filo diretto con la madre e con la figlia. Proprio con lei, fino alle 21, uno scambio di messaggi come tanti, quotidiano, rassicurante. Poi, all’improvviso, il vuoto. Da quel momento il telefono squilla a vuoto. I messaggi restano senza risposta. Il silenzio si fa assordante. La famiglia ha provato a contattarlo in ogni modo, aggrappandosi a ogni possibile segnale. Ma nulla. Anche il B&B dove Marco alloggiava non ha saputo fornire risposte: il 35enne non è mai rientrato domenica e da allora le sue tracce si sono dissolte nel nulla. A rendere ancora più inquietante questa scomparsa è un dettaglio che lascia sgomenti: il suo cellulare è stato ritrovato nei pressi della struttura extralberghiera, come se qualcuno lo avesse abbandonato lì. Un oggetto che oggi è custodito presso l’ambasciata italiana nella capitale danese, unico, fragile indizio di una presenza che sembra svanita. Dietro questa vicenda c’è una famiglia che aspetta, che spera, che non smette di credere. Una madre che vive ore interminabili, una figlia che attende una risposta che non arriva. Nel frattempo è stata presentata denuncia di scomparsa e le autorità sono al lavoro per ricostruire gli ultimi movimenti di Marco. Ma in queste ore sospese resta soprattutto il dolore di chi ama e non sa. E una domanda che non trova risposta: dove è Marco? Mar. Ming.

