​Stellantis Cassino – Futuro tra Maserati e nuove prospettive. Filosa: “Non escluso l’ingresso di partner”

Irene Mizzoni
3 MIn Lettura
L’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, in audizione in Parlamento traccia la rotta per lo stabilimento di Piedimonte San Germano: focus sul brand del Tridente e serie speciali per le Alfa Romeo.

Il futuro dello stabilimento Stellantis di Cassino è saldamente ancorato al piano Maserati e al potenziamento della gamma Alfa Romeo. A delineare la strategia del gruppo per il sito pedemontano è stato l’amministratore delegato, Antonio Filosa, intervenuto in Parlamento davanti alle Commissioni riunite Industria del Senato e Attività produttive della Camera. ​Il piano per Cassino ​Nel quadro del rilancio del settore automotive italiano, Cassino conferma il suo ruolo centrale nella produzione di vetture di fascia medio-alta e di lusso. Filosa ha ribadito che l’attenzione dello stabilimento si sta concentrando sulla gamma attuale, con il lancio di una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l’attesa per l’arrivo di una nuova Maserati Grecale prevista dal 2027. ​Tuttavia, è il passaggio successivo a catturare l’attenzione dei sindacati e degli osservatori: “Su Cassino non è escluso un piano che coinvolga potenziali partner”, ha dichiarato l’AD. Un’apertura che ha subito alimentato il dibattito su chi potrebbero essere questi soggetti industriali, con diverse indiscrezioni che, in ambienti sindacali, ipotizzano un possibile interesse da parte di player cinesi, pronti a fare il loro ingresso nel panorama produttivo italiano. ​Dati e visione d’insieme ​L’intervento di Filosa è stato l’occasione per fare il punto sulla situazione di Stellantis in Italia, a un anno dall’inversione di rotta impressa dal gruppo. Il manager ha snocciolato numeri incoraggianti per il sistema Paese: nei primi cinque mesi del 2026, le immatricolazioni del gruppo sono cresciute di quasi il 15%, la produzione ha registrato un +16% e il ricorso agli ammortizzatori sociali è sceso del 30%. ​”L’Italia continuerà a investire in modo significativo”, ha assicurato Filosa, confermando l’impegno di 5 miliardi di euro in ricerca e innovazione per i prossimi cinque anni, necessari per affrontare le sfide della transizione energetica. ​La sfida della competitività ​Nonostante il cauto ottimismo, l’AD di Stellantis non ha nascosto le criticità, puntando il dito contro l’eccessivo costo dell’energia — che in Italia risulta quasi il doppio rispetto a Francia e Spagna — e invocando una maggiore flessibilità nel costo del lavoro. Filosa ha inoltre chiesto alle istituzioni europee un cambio di passo normativo, basato su “realismo” e focalizzato su tre pilastri: veicoli commerciali, auto piccole e la difesa del Made in Europe. ​Per lo stabilimento di Cassino, dunque, si apre una fase di trasformazione complessa, in cui la capacità di attrarre partnership strategiche e la tenuta tecnologica saranno determinanti per mantenere la centralità produttiva in un mercato globale sempre più competitivo.
Condividi questo articolo
Nessun commento