​Autismo nel Lazio: al via 10 nuovi centri polivalenti. Investiti 5 milioni per una rete capillare

Irene Mizzoni
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​La Regione Lazio consolida il welfare territoriale: dopo il successo della fase sperimentale, nasce una rete strutturata per supportare giovani e adulti con disturbi dello spettro autistico in ogni Asl del territorio.

​Il Lazio compie un ulteriore passo avanti nell’inclusione sociale e nella presa in carico delle persone con disturbi dello spettro autistico e disabilità complesse. La Regione ha infatti pubblicato le graduatorie finali per l’avviso “Centri polivalenti 2.0”, un piano che mira a trasformare un progetto nato come sperimentale nel biennio 2022–2024 in una realtà strutturata e permanente su tutto il territorio regionale. ​Un investimento di 5 milioni di euro ​Grazie a un finanziamento di 5 milioni di euro proveniente dalle risorse FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus), saranno attivati 10 nuovi centri polivalenti. La strategia della Regione punta alla capillarità: verrà garantito almeno un centro per ogni ASL, creando una rete integrata che assicurerà omogeneità nei servizi e supporto costante alle famiglie e ai diretti interessati in ogni provincia. ​Innovazione e inclusione: dai 16 anni al lavoro ​Il progetto “2.0” introduce importanti elementi di novità. L’età dei beneficiari è stata abbassata a 16 anni, un cambiamento cruciale per facilitare la transizione delicata verso l’età adulta. ​«Sulla base degli ottimi risultati raggiunti con il vecchio progetto – ha commentato l’assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli – abbiamo deciso di finanziare questi nuovi centri per creare una vera rete regionale. Il progetto è stato rafforzato con l’uso delle nuove tecnologie e un più stretto raccordo con scuole, università e centri per l’impiego». ​L’obiettivo finale non è solo l’assistenza, ma l’autonomia: il piano prevede infatti misure specifiche per favorire l’inclusione lavorativa e stimolare la creazione di start-up produttive che vedano protagonisti giovani e adulti con autismo, trasformando la disabilità in una risorsa attiva per il tessuto economico. ​Un modello di eccellenza europea ​La bontà del modello laziale ha già varcato i confini nazionali, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Il progetto si è classificato al primo posto nel contest “PA OK”, dedicato alle eccellenze della pubblica amministrazione italiana. Inoltre, è stato presentato come best practice internazionale alla 33ª edizione della Conferenza Europea dei Servizi Sociali 2025, tenutasi in Danimarca, dove ha riscosso grande interesse tra gli oltre 700 esperti del settore presenti, confermandosi come uno dei modelli di welfare territoriale più avanzati a livello europeo. ​Con questa iniziativa, il Lazio si pone dunque all’avanguardia nelle politiche di inclusione, offrendo risposte concrete a una delle sfide sociali più complesse del nostro tempo.
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