​Aeroporto di Fiumicino, maxi-sequestro di valuta: oltre 3 milioni di euro scoperti tra biscotti e doppifondi

Irene Mizzoni
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Operazione congiunta di ADM e Guardia di Finanza: nei primi due mesi del 2026 i controlli doganali hanno registrato un incremento dei risultati del 35% rispetto all’anno precedente.

Un fiume di denaro contante, pronto a lasciare l’Italia ma privo di qualsiasi dichiarazione doganale. È il bilancio dell’intensa attività di controllo condotta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e dalla Guardia di Finanza presso l’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, che nei primi due mesi del 2026 ha portato alla scoperta di oltre tre milioni di euro in valuta non dichiarata. ​Stratagemmi degni di un film ​Il denaro, destinato principalmente alla Repubblica Popolare Cinese, è stato individuato grazie a un mix di analisi preventive mirate e a un’attenta vigilanza operativa. Per tentare di aggirare i controlli, i passeggeri coinvolti avevano messo in atto una serie di stratagemmi ingegnosi, celando le banconote sia nel bagaglio a mano che in quello da stiva. ​Tra le tecniche più curiose scoperte dagli agenti, spiccano: ​Scatole di biscotti: aperte, farcite di banconote e richiuse con estrema cura per apparire intatte. ​Doppifondi calzaturieri: scatole di scarpe modificate ad arte, con scomparti ricavati all’interno delle suole. ​Occultamento creativo: denaro abilmente nascosto tra gli strati di vestiti e altri effetti personali per eludere i controlli ai raggi X. ​L’impatto del Capodanno cinese ​L’intensificazione delle verifiche è avvenuta in un periodo strategico: quello a cavallo delle festività per il Capodanno cinese. Il forte flusso di passeggeri in partenza per la Cina ha spinto ADM e Guardia di Finanza a elevare il livello di allerta, ottenendo risultati significativi: il volume di valuta intercettata è cresciuto del 35% rispetto allo stesso bimestre del 2025. ​Il bilancio dell’operazione ​L’attività di vigilanza ha permesso non solo di bloccare il flusso illecito, ma anche di riscuotere somme per le casse dello Stato: ​150mila euro sono stati riscossi tramite la procedura di oblazione. ​225mila euro sono stati sottoposti a sequestro. ​Il successo dell’operazione, spiegano gli uffici doganali, conferma la validità della sinergia operativa tra l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza. Un’attività, quella di contrasto al traffico illecito di valuta, che rimane un presidio fondamentale non solo per prevenire l’evasione fiscale, ma anche per monitorare i movimenti finanziari transfrontalieri e garantire la legalità nei flussi internazionali.
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