Spaccio in via Po a Frosinone. Cinque dei nove indagati si sono avvalsi della facolta’ di non rispondere.
Nella giornata di oggi verranno interrogati altri quattro soggetti sospettati di fare parte di una organizzazione malavitosa la cui attività era proprio quella di smerciare cocaina all’interno di uno stabile ubicato nei pressi dei campi del T2 nel capoluogo ciociaro. L’inchiesta ha preso il via a seguito della morte di un 53enne, un pizzaiolo originario di Strangolagalli, che venne trovato privo di vita nella sua vettura. Un decesso che fin da subito apparve sospetto e che ha dato il via a una complessa attività investigativa da parte dei carabinieri. Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno permesso di ricostruire gli ultimi minuti di vita dell’uomo. Poco prima di morire, si era recato in un appartamento di via Po, rivelatosi in seguito una vera e propria base operativa per lo spaccio di stupefacenti. Qui avrebbe acquistato una dose di cocaina da un soggetto di origine sudamericana. Secondo quanto emerso dalle indagini, proprio quella cessione potrebbe aver avuto conseguenze fatali. L’uomo che avrebbe venduto la droga è oggi indagato per omicidio colposo, in quanto il decesso del pizzaiolo sarebbe riconducibile all’assunzione della sostanza stupefacente ceduta. Una circostanza che, secondo la normativa vigente, configura l’ipotesi di morte come conseguenza di altro reato. Parallelamente, gli inquirenti hanno ricostruito una fitta rete di spaccio attiva nella zona. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati segnalati ben 114 assuntori, a conferma della portata significativa del giro di droga che ruotava attorno all’appartamento di via Po. Nei prossimi giorni il giudice sarà chiamato a decidere sull’eventuale applicazione di misure cautelari, compresa la custodia in carcere. La posizione più grave ovviamente, resta quella del presunto pusher sudamericano, per il quale il quadro accusatorio si aggrava proprio in relazione alla morte del 53enne. L’uomo sarà difeso dall’avvocato Riccardo Masecchia. Nel collegio difensivo anche gli avvocati Tony Ceccarelli e Giuseppe Spaziani. Mar. Ming.
