Ha rischiato il linciaggio un giovane operatore di Acea Ato 5 che aveva l’arduo compito di staccare l’acqua agli utenti morosi. Infatti, secondo la recente sentenza del Tar, il gestore può interrompere la somministrazione del flusso idrico verso i clienti con in regola con il pagamento della tariffa prevista.
L’episodio si è verificato nei giorni scorsi, fino a ieri, quando il dipendente si è recato in un gran numero di abitazioni per aprire i contatori e chiudere il flusso idrico. Ad Alvito, Casalattico, Picinisco e Settefrati, presso i vari nuclei familiari, sono state registrate situazioni che hanno dell’inverosimile. Sputi, insulti e tentativi di aggressione non andati a buon fine. “Comprendo l’esasperazione dei cittadini – racconta l’operatore inviato da Acea – ma io sono un semplice messaggero del gestore. Esco di casa alle luci dell’alba per svolgere questo tipo di lavoro e un paio di volte, per giunta, mi è capitato di essere inseguito da utenti armati. Riesco perfettamente a mettermi nei panni di utenti oberati da tasse, bollette e con uno stipendio che a stento li fa arrivare a fine mese“. Insomma, se da un lato si assiste alla rabbia, ben comprensibile, dei clienti Acea Ato 5, dall’altro ci si trova di fronte alla frustrazione dei dipendenti, portatori di un fardello nelle case di gente in difficoltà che rivendica l’acqua come bene comune.
Gianna C
