Davide D’Arrigo ha raggiunto la Galizia, precisamente gli ultimi 100 chilometri del cammino verso Santiago de Compostela. Circondato dal verde lussureggiante dei pascoli e dai saliscendi tra le montagne, Davide ha trovato nuova energia dopo quasi 20 giorni trascorsi in ambienti semi-desertici. Il paesaggio verdeggiante e gli alberi offrono una boccata d’aria fresca e rigenerante a quest’estate afosa.
La Galizia, con la sua ricca eredità celtica, presenta costruzioni e simboli celtici disseminati in tutta la regione. Per Davide, questo tratto del cammino ha un significato particolare e nonostante il suo viaggio introspettivo sia finito prima di arrivare a Santiago, il Cammino di Santiago – già percorso tre volte – continua a offrirgli le risposte giuste per un giovane che non smette mai di sognare. Riportiamo la poetica riflessione che Davide ha pubblicato sui social ieri sera: “Sebbene io possa aver percorso tutte le strade, attraversato montagne e valli da est a ovest, se non ho scoperto la libertà di essere me stesso, non sono arrivato da nessuna parte. Sebbene io possa aver condiviso tutti i miei beni con persone di altre lingue e culture; aver fatto amicizia con pellegrini di mille sentieri, o condiviso ostelli con santi e principi, se non sono capace di perdonare il mio vicino domani, non sono arrivato da nessuna parte. Sebbene io possa aver portato il mio zaino dall’inizio alla fine e aver aspettato ogni pellegrino bisognoso di incoraggiamento, se al ritorno a casa e al lavoro non sono in grado di creare fratellanza o di creare felicità, pace e unità, non sono arrivato da nessuna parte. Anche se avessi visto tutti i monumenti e contemplato i tramonti più belli; anche se avessi imparato un saluto in ogni lingua o assaggiato l’acqua pulita di ogni fontana; se non avessi scoperto chi è l’autore di tanta bellezza gratuita e di tanta pace, non sarei arrivato da nessuna parte.” Le parole di Davide D’Arrigo risuonano con profondità e saggezza, offrendo una prospettiva sulla vera essenza del Cammino di Santiago.
