Il Sindaco di Pastena Dottor Arturo Gnesi interviene sulla questione terrorismo e sugli attentati che nei giorni scorsi hanno scosso la capitale francese Parigi. Analizza il sentimento di smarrimento comune ad un piccolo centro come Pastena come alle grandi capitali europee.
<Tutto il mondo è Parigi – scrive Gnesi – Per diversi giorni abbiamo avvertito lo smarrimento e l’angoscia per i tragici attentati di Parigi, la paura e il tormento che ovunque potrebbe all’improvviso ed in un istante accadere una cosa simile. Abbiamo trascorso ore dinanzi la TV attoniti per tanta barbaria, sgomenti per la violenza cieca e assassina che in un attimo strappa la vita e i sogni di giovani innocenti e di donne impegnate a costruire un futuro di pace e di solidarietà. Abbiamo visto immagini crudeli, indegne di una civiltà moderna, avanzata e tollerante>. Continua il primo cittadino pastenese: <Abbiamo visto il doloroso pellegrinaggio della gente sul luogo della strage. Le manifestazioni di solidarietà in tutto il mondo, le piazze che esprimevano il dolore e la speranza, la rabbia e l’indignazione e soprattutto il desiderio di poter vivere in una società sicura, illuminata e guidata dai principi che ci hanno fatto progredire dai secoli bui della miseria, dell’intolleranza e della discriminazione. Abbiamo ascoltato opinioni diverse e contrastanti ma nessuno è rimasto insensibile, distaccato o indifferente ai fatti accaduti>. Un fiume in piena il sindaco: <Sentimenti contraddittori ed emozioni contrastanti che cercano di conciliare la cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità con il bisogno della sicurezza e del rispetto della vita umana che dev’essere sancito ovunque e valido per ogni credo religioso. La sensazione del pericolo imminente che invoca la chiusura delle frontiere e la cacciata dei tanti extracomunitari che senz’arte né parte vivono nelle città europee che rischia di tracimare in atteggiamenti ostili e xenofobi estranei a secoli di storia della civiltà occidentale. Parigi è stata per alcuni giorni la capitale del mondo, custode e fiera testimone dei valori della ”liberté, fraternité, egalité”e allo stesso tempo vittima sacrificale di un odio smisurato e folle che vorrebbe riportare indietro le lancette della storia>. Conclude Arturo Gnesi: <Anche nei nostri comuni, zone periferiche ed estranee al tumulto della vita metropolitana si è avvertito il dolore e il disagio di questi giorni trasmesso con i toni, gli sguardi e i discorsi che hanno trasformato Parigi in capitale del mondo> C.C.
