(di Alessandro Iacobelli) Di Francesco come Edvard Munch. Alla colossale palla-gol sciupata da Kaio Jorge e al paratone di Falcone sull’incornata dello stesso attaccante brasiliano nel finale l’espressione del tecnico abruzzese avrà di sicuro preso le sembianze del celebre “Urlo”, dipinto cult del suddetto pittore norvegese. Il discorso vale anche, e soprattutto, per il sanguinario retropassaggio di Zortea sull’azione che ha portato al rigore ripetuto per il Lecce.
Un pareggio che grida vendetta quello di oggi tra ciociari e pugliesi. Cheddira aveva sbloccato il match al culmine del primo tempo con una rete da vero bomber. Una contesa gestita nel complesso bene dal Frosinone, con più raziocinio tattico rispetto a qualche uscita passata. Tutto liscio fino all’errore del laterale scuola Atalanta all’alba della ripresa. Un punto in serbo fa vedere, alla fin dei conti, il bicchiere ancora mezzo pieno. Occorre voltare pagina immediatamente. Alle viste un altro scontro da far tremare le vene e i polsi in ottica salvezza contro il Sassuolo del neo allenatore Ballardini. I neroverdi, che hanno nuovamente perso Berardi (sfortunato il talento di origini calabresi), hanno ceduto di misura al Verona di Baroni. Sul fronte gialloazzurro da sottolineare la tegola del guaio muscolare capitato ad Harroui (uscito in luogo di Reinier per uno stiramento). Nell’immediato post-partita mister Di Francesco ha così commentato la prestazione dei suoi ragazzi: “Ci siamo fatti male da soli? E’ realismo. Abbiamo fatto tutto noi in questa gara, però alla lunga avremmo meritato la vittoria per le occasioni create. E non condivido il calcio di rigore fatto ripetere perché il giocatore che va a prendere la palla non va ad influire su nessun altro anche se poi qualcuno è entrato prima in area. Il regolamento andrebbe rivalutato con il buonsenso sennò diventa tutto impossibile. Detto questo, ci siamo fatti il rigore da soli con un doppio errore. Però avevamo anche rimediato ma ormai anche quado ci metti una pezza ci va bene. Ma bisogna tenersi stretto il fatto di aver creato tanto ed aver messo in difficoltà il Lecce in più occasioni. Loro nel primo tempo è vero che hanno creato una mezza situazione ma là l’abbiamo persa al 94’ e qui però non è successa la stessa cosa. Qualche volta un pizzico di fortuna ci servirebbe. Ma dobbiamo farci mea culpa, sennò ci andiamo ad attaccare ad altre situazioni. E dobbiamo crescere”. Un occhio alla classifica e l’altro alle condizioni di Harroui “Se dovessimo guardare la classifica è normale che si può essere preoccupati. Ma dal punto di vista della vitalità di questa squadra cosa dobbiamo dire a questi ragazzi? Che siamo remissivi? Che non combattono? Che non giocano? Che non dimostriamo di essere competitivi con tutti? Non lo posso dire? Ci manca solo portare a casa la vittoria. E allora voglio vincere giocando male. Voglio fare gol come ha fatto il Lecce oggi, il pallone che sbatte sul portiere, va sul palo e entra. Il calcio oggi fa cambiare i giudizi. A noi servirebbero i 3 punti per tutto quello che portiamo dentro il campo, che sarebbero vitali. Harroui? Si è stirato, lo valuteremo. Sicuramente per 3-4 settimane non ci sarà”. Questione offensiva “Noi li alleniamo per fare gol. Ma con queste vostre domande torniamo al solito concetto della vittoria. Vi capisco, con voi non posso discutere di aspetti tecnico-tattici perché ci riduciamo sempre a parlare di gol fatti o non fatti. Manca che il portiere avversario se la butti dentro da solo, magari facciamo gol. E dobbiamo sperare anche questo. Il rammarico è tanto ma vedo una squadra che produce e che vuole fare la partita, una squadra viva che ha cercato la vittoria fino alla fine”. Andare sempre al di là delle decisioni arbitrali magari discutibili “Dipende da come si comporta il proprio allenatore. Il loro allenatore dice di non pensare all’arbitro ma a giocare. Se perdiamo tempo dietro alle decisioni di arbitro e avversario non focalizziamo. I ragazzi hanno continuato a giocarla per vincerla”. Mantenere la spensieratezza… anche nel momento decisivo della stagione “Un po’ di spensieratezza può mancare E’ chiaramente più facile giocare quando mancano 30 partite alla fine. Ora dobbiamo essere bravi a ripristinare quel minimo di spensieratezza che serve e consapevoli che adesso le partite sono quelle dei punti veri”. L’auspicio “Mi auguro per noi e per il Lecce di toglierci la soddisfazione di restare in A insieme. Alla fine abbiamo pareggiato e all’andata ha vinto il Lecce al 94’, per pareggiare le cose sarebbe stato giusto fare il contrario oggi. Non è accaduto, peccato. Ma guardiamo alla prossima con ottimismo la consapevolezza che il Frosinone c’è, è vivo e va a fare le partite per vincerle”.
