SPECIALE – Da Nakata a Kamada, tra il Giappone e la Serie A un amore corrisposto

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) Metti un giapponese in Serie A. L’avventura di Kazuyoshi Miura al Genoa nel 1994 ha aperto la strada ad un dialogo calcistico sempre affascinante. Nakata, Nakamura, Honda ed ora Kamada. Tutti pazzi per i talenti nipponici.

La parabola di Hidetoshi Nakata disegna alla perfezione le manovre economico-sportivo-culturali degli anni novanta del secolo scorso. L’approdo del centrocampista con licenza d’offendere classe 1977 a Perugia si trasforma nel giro di pochi mesi in un fenomeno commerciale mai visto prima. Il vulcanico patron degli umbri Luciano Gaucci strappa il gioiellino asiatico al Bellmare Hiratsuka. Sul manto dello stadio Curi Ide segna, fa segnare ed esalta la formazione allenata all’epoca prima da Castagner e poi da Boskov. In Umbria l’asso di Yamanashi rimane fino alla sessione invernale di mercato del 2000 totalizzando 48 presenze e 12 gol. A gennaio appunto ecco l’intuizione di Franco Sensi. Il Presidente della Roma chiama l’amico Luciano e trova subito l’accordo per il trasferimento di Nakata nella Capitale. Agli ordini di Fabio Capello non moltissime apparizioni, ma tutte di estrema importanza. Basti pensare all’ingresso folgorante nel big match scudetto a Torino contro la Juventus nella stagione successiva (2000-2001). Con i giallorossi sotto 2-0 al Delle Alpi l’ex mister del Milan chiama in panchina Totti per donare fiducia al fantasista nipponico. Cambio decisivo: Nakata sigla il 2-1 con un capolavoro balistico dalla distanza e propizia il pareggio di Montella. A fine campionato per Batistuta e compagni sarà apoteosi tricolore. Nelle successive esperienza tra Parma, Bologna, Fiorentina e Bolton Nakata di fatto non si ripeterà sui livelli visti a Perugia e all’ombra del Colosseo. Nuova linfa giungerà con i guizzi di Shunsuke Nakamura tra le file della Reggina. Dal 2002 al 2005 in Calabria si scatena l’uragano del mancino nipponico maestro delle punizioni. Meno fortuna invece per Keisuke Honda, discontinuo numero 10 del Milan dal 2014 al 2017 (81 gettoni e 9 reti). Senza dimenticare il terzino classe 1986 Yūto Nagatomo, visto a Cesena e a Milano sponda Inter tra il 2010 ed il 2018. Adesso è la volta di Daichi Kamada. Il trequartista nato a Ehime è un nuovo giocatore della Lazio da qualche giorno. Voluto fortemente da Maurizio Sarri, è reduce da un quadriennio con la maglia dell’Eintracht Francoforte contraddistinto da 127 partite disputate e 20 marcature all’attivo.
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