(di Alessandro Iacobelli) Una cavalcata splendida. Una stagione vissuta a ritmi elevatissimi dal principio alla fine. La partita contro il Genoa ha confermato per l’ennesima volta il cuore di questo Frosinone. Di rimonta i canarini si prendono la vittoria allo Stirpe e il primato del torneo cadetto.
Oltre gli ostacoli, oltre le difficoltà, oltre la pioggia, oltre il freddo. Il Frosinone targato Fabio Grosso non molla mai. Lucioni è il leader della linea difensiva ma anche dell’intero spogliatoio con la sua comprovata esperienza. Il buon Fabio infatti ha conosciuto altre importanti promozioni nella massima serie con le casacche di Benevento e Lecce. Queste le parole del numero 5 gialloazzurro in sala stampa dopo il match con i liguri: “Il primo giorno qui a Frosinone, parlando con il direttore Angelozzi mi disse: io voglio fare le cose fatte bene. Gli risposi: Io vengo se vinciamo, te lo dico subito. E lui: e vabbè, vediamo dai… Poi col passare del tempo, quando sei in ritiro hai delle percezioni. Siamo stati a Fiuggi un mese tutti insieme e in quel contesto uno si rende conto dei valori che ognuno mette in campo e soprattutto all’interno dello spogliatoio. Io credo che questo sia stato un gruppo che sin dall’inizio abbia sposato la causa della dedizione al lavoro. Non si è tirato mai indietro di fronte alle fatiche quotidiane ma anche e soprattutto al divertirsi in campo. Abbiamo iniziato il campionato con non molti tifosi, io dati li avete voi. A questi ragazzi dissi: non vi preoccupate perché li riporteremo allo stadio. E questo di oggi credo sia stato il coronamento di un’annata anche speciale. Perché partire dietro squadre dal blasone come il Genoa, il Cagliari e il Parma ma ci metto anche il Benevento anche se poi per loro è andata come è andata, credo che sia stato anche uno stimolo. Queste realtà hanno avuto la possibilità di spendere tanto. Oggi per fare un esempio dall’altra parte c’erano giocatori che fino a pochi mesi fa erano in serie A. Quindi vuol dire che è stato fatto un lavoro straordinario da tutte le componenti. A partire dalla Società che ha creduto in questo gruppo, a partire da un allenatore al quale è stata data la forza giusta dopo che lo scorso anno non erano stati raggiunti i playoff e sembrava fosse un fallimento. Ripartire con quella convinzione di poter dire la nostra è stato importante. E poi questo gruppo di lavoro che non è mai limitato. Un grande ringraziamento lo faccio alla squadra, in alcuni momenti della stagione sono stato anche pesante perché ti senti qualche responsabilità e da veterano avevo obbligo e facoltà di stimolarli. A 36 anni mi fanno sentire un ragazzino, debbo dire grazie perché quando tiravo loro le orecchie hanno capito il motivo ma soprattutto li ringrazio per essersi messi a disposizione anche nei giorni di riposo. Per una squadra, una maglia e una città intera”.
