Nazionale – Gatti: “Vedo ripagati i miei sacrifici, Mancini trasmette spensieratezza”

Roberto Caporilli
3 MIn Lettura
Potrebbe essere arrivato il momento della prima convocazione ufficiale in Nazionale per Federico Gatti.

Dopo l’esordio di Alessio Zerbin contro l’Ungheria, potrebbe essere la volta di un altro difensore del Frosinone. In seguito agli stage di qualche settimana fa, Mancini ha tenuto nel gruppo i due calciatori che hanno indossato la maglia giallazzurra nell’ultima stagione. Finora però Gatti è sempre andato in tribuna ma domani a Wembley con l’Inghilterra, per la sfida di Nations League, potrebbe essere quanto meno convocato, visto che Leonardo Bonucci ha lasciato il ritiro azzurro. Resta comunque folta la concorrenza per le due maglie al centro della difesa: Bastoni e Mancini (titolari con l’Ungheria), i laziali Acerbi e Luiz Felipe, il baby Scalvini dell’Atalanta; ben sei giocatori, contando lo stesso Gatti, per due posti. Un ulteriore indizio riguardo il possibile impiego (o quanto meno sulla convocazione) del neo difensore della Juventus arriva dalla sua presenza alla conferenza stampa della vigilia. “Per me quella con il Frosinone è stata una stagione importantissima – ha dichiarato Gatti – , dispiace molto non essere andati ai playoff. Qui a Coverciano sto vivendo l’emozione di allenarmi con giocatori di spessore internazionale, ogni giorno ci sono occasioni per migliorare. Per arrivare a questo punto ho fatto tanti sacrifici che non dimenticherò mai, ho lavorato al mercato, facevo il serramentista e il muratore, mi alzavo alle 4 di mattina ma poi per fortuna con il calcio è andata bene”. “Queste settimane in Nazionale – ha aggiunto – mi stanno servendo per assaggiare la Serie A, ritmo e intensità cambiano tantissimo, la qualità degli avversari è molto più elevata. Devo ancora vivere l’esperienza Juve ma ho già capito cosa andrò ad affrontare, mancherà Chiellini ma ci sono tanti difensori forti dai quali cercherò di imparare. Firmare per i bianconeri è stata un’emozione così grande che la mia famiglia è rimasta scioccata. Mister Mancini ha la spensieratezza di buttare dentro un giocatore senza rifletterci troppo, per un giovane è una cosa fondamentale, inoltre mi ha colpito molto la sua attenzione per i dettagli. I primi giorni ero spaesato, continuavo a guardarmi intorno ma poi quando entri in campo non pensi più a nulla”, ha concluso Gatti. E chissà come si guarderà intorno qualora dovesse scendere sul prato di Wembley, lui che fino a qualche mese fa giocava nei dilettanti. Sarebbe l’ennesimo capitolo di una bellissima favola.   Roberto Caporilli
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento