Frosinone – Trucchetti criminali: inibitori del blocco auto

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E’ notizia di pochi giorni fa l’arresto di due campani in trasferta all’autogrill La Macchia che utilizzavano un inibitore del blocco auto per aprire le automobili in sosta senza provocare alcun danno alla carrozzeria. I due sceglievano le automobili da ripulire e per aprirle utilizzavano un congegno elettronico per inibire, appunto, la chiusura automatica delle portiere delle auto. A far scattare le indagini le denunce di furto ma soprattutto la convinzione delle vittime di aver chiuso correttamente le portiere della macchina. Ecco come sono cambiate le tecniche di furto negli anni.

Strategie vecchie: Rottura del vetro: spaccare un finestrino per aprire l’auto dall’interno non però una tecnica molto efficace in caso di antifurto. Per le auto più vecchie i ladri usavano del filo di spago da far passare attraverso la guarnizione della porta o una lamina di metallo posizionata all’esterno del finestrino per far scattare la chiusura della vettura, eventuale uso di un grimaldello o un’asta di metallo per forzare l’apertura dello sportello (o il bagagliaio). Metodi moderni: Tra le moderne tecniche c’è quella che prevede la copia della frequenza emessa dal telecomando per l’apertura e la chiusura delle portiere. Le auto hanno oramai la chiave con telecomando che emette un segnale su radio frequenza per l’attivazione della serratura, talvolta imitabile dai ladri che possono appropriarsi del mezzo senza dare nell’occhio. A questo scopo i ladri si sono dotati di apparecchi che sembrano dei normali cellulari ma in realtà sono dei rilevatori di frequenza. Occhio quindi a dove lasciate l’auto in sosta… il “ladro tecnologico” potrebbe essere in agguato. DIR    
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