Serie B – Sirene per Angelozzi ma lui pensa al Frosinone: “Playoff senza assilli”

Roberto Caporilli
3 MIn Lettura
Il Frosinone sta giocando un’ottima stagione e finora la gran parte delle scelte di Guido Angelozzi si sono rivelate corrette.

Un ottimo lavoro di scouting che sta dando frutti dal punto di vista tecnico ed economico (vedi cessione di Gatti alla Juventus) e una nuova filosofia societaria, basata sulla valorizzazione di giovani da lanciare ed eventualmente rivendere. Guido Angelozzi ha dato un’impronta chiara al Frosinone e anche lui, come alcuni dei gioiellini che ha scovato, è finito sui taccuini della Serie A. Secondo TuttoMercatoWeb, infatti, il presidente del Bologna, Joey Saputo, vorrebbe attuare una rivoluzione sul piano dirigenziale. Il patron dei felsinei non è soddisfatto della gestione della sua società e starebbe valutando l’ipotesi di cambiare sia il direttore sportivo sia l’allenatore questa estate. Per la panchina bisognerà valutare anche le condizioni di salute di Sinisa Mihajlovic ma la posizione maggiormente in bilico è quella del DS Riccardo Bigon. Con il magnate americano in città in questi giorni per programmare il futuro, sono emerse diverse voci: i nomi caldi sono quelli di Giovanni Sartori (in uscita dall’Atalanta), Gianluca Petrachi (attualmente libero dopo l’esperienza negativa alla Roma) e dello stesso Angelozzi. Per ora poco più che chiacchiere, visto che il lavoro del dirigente siciliano in Ciociaria sembra appena all’inizio e il presidente Stirpe di sicuro non si priverà tanto facilmente di un uomo capace come Angelozzi. Nel frattempo il diretto interessato, sempre dalle pagine di TMW, ha parlato del finale di stagione dei giallazzurri: “Cresciamo costantemente e stiamo facendo un ottimo lavoro sui giovani, abbiamo intrapreso il percorso giusto e raggiunto l’obiettivo salvezza. Adesso puntiamo ai playoff ma senza assilli”. Nel corso dell’intervista Angelozzi ha analizzato anche il recente fallimento della Nazionale, allargando il discorso a tutto il sistema: “Mancini ha idee ed è coraggioso perciò deve restare, Gravina è un dirigente preparato che si è comportato bene anche durante l’emergenza Covid. Ora bisogna ripartire, noi dirigenti spesso non abbiamo coraggio, le società non danno abbastanza spazio ai giovani. L’Italia è stata sfortunata, non solo con la Macedonia ma anche prima, non è tutto da buttare e torneremo forti. I talenti ci sono: Scamacca, Frattesi, Raspadori, Zaniolo, Okoli, Fagioli e il nostro Gatti possono diventare importanti per l’Italia ma bisogna farli giocare”. Roberto Caporilli
Condividi questo articolo
Nessun commento