Serie B – Angelozzi: “Dall’affare Gatti agli esuberi dai neo acquisti ai rinnovi” (VIDEO)

Alessandro Andrelli
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Il Direttore dell’Area Tecnica in conferenza stampa questa mattina non si è sottratto alle domande dei giornalisti, affrontando temi di grande attualità, dall’affare Gatti ai neo acquisti, alle tante cessioni, fino alle attese per la ripresa del campionato ed alcuni rinnovi di contratto. La conferenza stampa del direttore Angelozzi è disponibile sia in questa pagina, e sul canale youtube, e poi anche su facebook, sia nella sezione news che in quella sport di Tg24.

“Volevo ringraziare in primo luogo della vostra attenzione con la presenza – ha esordito Angelozzi -, durante il mercato a me piace parlare poco o addirittura per nulla perché non mi piace dire fesserie. Sopportatemi, vi ringrazio ancora. E voglio al contempo ringraziare i miei collaboratori, Piero D’Oronzo, il nostro Direttore Organizzativo, il segretario Pierluigi D’Agostini e tutti i ragazzi che sono nella struttura del Frosinone. E’ stato un mese duro, l’ultima settimana durissima ma ne siamo venuti a capo con il loro aiuto”. In più circostanze si è parlato dell’affare Gatti, venduto alla Juventus, e non poteva essere altrimenti, visto che con Gatti fino a giugno il Frosinone può puntare a qualcosa in più di un posto nella parte sinistra della classifica. “Non parlerei di lotta per la serie A, noi dobbiamo restare umili. Muniti della giusta concentrazione in queste 18 partite che abbiamo davanti, la stessa umiltà che abbiamo avuto fino ad oggi. Quanto a Gatti voglio aggiungere un particolare: per portare a termine questa operazione, con il ragazzo che è rimasto da noi fino a giugno, abbiamo perso tanti soldi. Il presidente Stirpe ha preteso che rimanesse. Io personalmente lo avrei ceduto ma lavoro in un Club nella quale debbo dare molto conto al Presidente che ha voluto appunto la condizione che ce lo lasciassero. Non è stato facile. Però siamo contenti perché in primo luogo è contento il nostro Presidente. E poi lo sono i nostri tifosi. Perché siamo partiti in un certo modo e dobbiamo arrivare alla fine della stagione con la migliore impalcatura dell’organico. Ho detto a Gatti, nel discorso fatto ieri alla squadra, che lui se si è messo in evidenza fino a conquistare questa cessione eccellente deve ringraziare in primo luogo l’allenatore e quindi anche la squadra. Lui è stato bravo, aveva anche altre opportunità a livello economico ma ha detto in maniera netta sincera: ho iniziato nel Frosinone e se c’era la possibilità sarebbe rimasto molto volentieri per impegnarsi al massimo per dare tutto. Son so rispondere alla sua domanda, su quanto ci ha guadagnato in percentuale il Frosinone nella lotta per la serie A. La nostra lotta è quella di stare dalla parte sinistra della classifica, lavorare e poi alla fine tireremo le somme e vedremo dove siamo arrivati”. La vicenda di Gatti è di sicuro la più interessante della conferenza. “Gatti è stata una storia bellissima, che spero continui. Questo ragazzo è venuto al Frosinone con umiltà, scoperto da noi perché nessuno lo conosceva. Si è guadagnato spazio grazie a Fabio Grosso e alla squadra. Nell’ultimo periodo c’erano tante squadre su di lui, anche straniere. Domenica scorsa è arrivata anche una mail da parte di un club tedesco importante che chiedeva condizioni e informazioni. Ci siamo ritrovati in un cerchio difficile. Anche perché per il presidente Stirpe il ragazzo non si sarebbe dovuto muovere da Frosinone. Avevo 3 trattative contemporaneamente, in piedi. Tra queste la Juve, tutte squadre importantissime. Alla fine tentennavo a chiudere. Il presidente premeva, il procuratore anche. Alla fine c’è stata la Juve che è intervenuta con decisione. A quel punto ho detto: ve bene, importante che il ragazzo rimanga qui. Perché c’era un Club che ci dava molti più soldi e lo avrebbe preso subito. La nostra Società ha fatto anche un altro sacrificio. Ma abbiamo fatto contenti tutti. Il ragazzo ha accettato tutto anche se avrebbe guadagnato subito e di più”. Altre questioni affrontate, l’addio di Maiello e la mancanza di un vice Ricci. “Maiello è stato l’unico ad essere riconfermato da noi, ad avere il rinnovo del contratto, ma è venuto a dirmi che aveva una opportunità di andare a Bari dove gli avevano fatto una proposta legata anche alla promozione in serie B. Per me i giocatori che vogliono andare via, che hanno occasioni migliori, possono farlo. Tutti sono utili e nessuno è indispensabile. In casa abbiamo un giocatore straordinario, un certo Daniel Boloca che sa fare tutto: la mezzala, il metodista, sa giocare a due. E allora sarebbe stato inutile portare un altro giocatore in quel ruolo specifico e comunque tutto ciò lo abbiamo concertato con il mister. Abbiamo preso invece Bozic, una mezzala. Io dissi, nella conferenza stampa all’avvio del mercato, che dovevano arrivare 2 difensori e sono arrivati subito. Poi, se andava via qualcuno, lo avremmo rimpiazzato. Abbiamo sostituito Maiello con Bozic. Gori non faceva parte dei centrocampisti perché eravamo in tanti. In più recuperiamo al 100% Rohden. Quindi se manca Ricci il sostituto è Boloca. Ci serviva più un giocatore come Bozic, se ci fa vedere quello che abbiamo visto in lui nel periodo che lo abbiamo seguito. Ci serviva più una mezzala ‘box to box’. E siamo confidenti nel ritorno appieno di Rohden”. E sulla questione esuberi, specie per chi non ha trovato squadra. “Questo è il lato dolente, che mi dispiace di questa sessione di mercato. Tabanelli ha rifiutato 4 squadre di Lega Pro e D’Elia ne ha rifiutata una importante. Cercavano contratti biennali, triennali. Da noi si allenano ma non fanno parte della rosa della prima squadra. Quando prendo una decisione non la cambio mai. Una decisione della Società, non so come eravate abituati in precedenza. Noi facciamo i programmi ad inizio stagione e il programma era che non facevano parte della squadra. Da quest’estate si doveva fare un cambiamento radicale, in vita io non ho mai fatto tante operazioni quante ne abbiamo fatte qui a Frosinone dall’estate scorsa. C’era un percorso bellissimo da chiudere, ci mettevamo alle spalle 10 anni al massimo, con 2 promozioni in serie A. Ma c’è il cambiamento, come sempre avviene. Magari qualcuno ci resta male ma abbiamo intrapreso la strada e si va avanti. Loro potevano andare a giocare, ha deciso di non farlo. La loro scelta si rispetta ma non faranno parte della lista che presenteremo in Lega. L’unico che faceva parte di questa lista in estate era Iemmello, per il quale poi ci sono state altre situazioni venutesi a creare la scorsa estate”. Angelozzi risponde anche sul tema, mercato inteso come movimenti tra A e B, molti condizionati dalla scossa che ha dato la Juventus nell’ultima settimana. “E’ stato un mercato che non mi aspettavo di svolgesse così, soprattutto negli ultimi giorni. Se leggevate le cronache prima dell’avvio, tutte erano in difficoltà. Perché in quel caso o interviene la Proprietà o non si fanno movimenti. La Juve ha aperto un varco con l’operazione Vlahovic e da lì in poi ci sono stati passaggi a caduta. Non se lo aspettava nessuno che prendessero Vlahovic e Gatti (e Zakaria, ndr). Sono stati lungimiranti, hanno detto che Gatti nel panorama europeo era considerato uno dei difensori più forti dopo i big. Ma anche in B ci sono stati movimenti importanti. Nessuno se lo aspettava poi però i presidenti vogliono vincere tutti e le operazioni si fanno”. E sui nuovi arrivati, chi punterà Angelozzi? “Noi pensiamo di aver preso 4 ragazzi interessanti. Uno, Barisic (2001), lo avete già visto. Si deve ambientare. Noi abbiamo dei ragazzi qui che hanno ancora dei problemi con la lingua italiana. Ma anche Platini dovette ambientarsi. Torniamo agli acquisti: ci sono anche Kalaj del 2000, Oyono del 2001 che ha giocato in Coppa d’Africa e Bozic del 1998. Per me sono ragazzi che hanno tanta qualità ed avvenire. Nel calcio ci sono tante componenti, ci vuole anche il tempo e noi sappiamo darlo ai ragazzi. Abbiamo un tecnico molto bravo che sa plasmare i giocatori. Ma non è giusto dire ora chi arriverà, io lo so ma per rispetto di tutti non lo dico. Sono comunque soddisfatto per quello che è stato fatto. A me piace lavorare con i giovani, lo faccio da 30 anni e alla fine i fatti mi hanno dato ragione. Ma per me è importante lavorare per una Società che non deve rimetterci soldi ogni anno. Qui c’è Stirpe che ogni anno non è giusto che debba alimentare le casse. In estate dicemmo che l’obiettivo è quello di arrivare ad un calcio sostenibile, ancora non ci siamo riusciti ma nel tempo speriamo di riuscirci”.  Questione rinnovi, ma anche giocatori in prestito che si stanno mettendo in evidenza come Zerbin e Charpentier. “Su Zerbin non abbiamo nulla, tornerà al Napoli. Poi si vedrà a giugno, per ora ce lo godiamo noi. Su Charpentier vi racconto un fatto, che non sa nessuno. Premessa: sul ragazzo c’è il riscatto nostro e il controriscatto del Genoa, noi lo eserciteremo ma lo faranno anche loro. Ci rimarrà qualcosa e ci saremo goduti il giocatore. Nell’ultima settimana di mercato il Genova voleva che tornasse indietro per due offerte che erano pervenute a loro dalla serie A. Io risposto al Genoa: il ragazzo per me resta con noi, loro ci davano anche un ‘gettone’ per forma di ristoro. A quel punto ho aggiunto: fatemi parlare con lui. E il ragazzo non ha avuto esitazioni: voglio restare qui, finisco l’annata con il Frosinone perché qui sto bene. Per cui ho detto al Genoa: il ragazzo sta con noi. Decisiva la sua scelta. Sennò dovevamo trovare un altro attaccante e sarebbe stata dura”. I giocatori in scadenza? “Con calma, sono abituato a fare le cose con calma. Se ci sono i presupposti uno può rimanere. Se uno accetta la filosofia del Club, bene. Sennò può andare via. Sono abituato ad affrontare le cose con serenità. Vedete Dybala nella Juve, un campione ed ancora non ha firmato. Voglio dire un’altra cosa: Rohden ha avuto 2-3 richieste dalla serie A e lui ha preferito restare. Queste sono le cose che mi piacciono, nell’arco dell’anno osservo tutto ed al momento della trattativa tengo conto di queste cose”.  Al. And. in collaborazione con l’Ufficio Stampa del Frosinone Calcio
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