Una mattinata tiepida, assolata simile a quella di un anno fa quando in un luogo tranquillo e campestre Gilberta Palleschi venne assalita e uccisa dal Mostro del Fibreno . Ieri mattina familiari ed amici si sono ritrovati sul luogo dell’omicidio alla vigilia del processo ad Antonio Palleschi fissato per il 29 ottobre alle 15.30 presso il Tribunale di Cassino.
Hanno affisso manifesti e cartelloni nei pressi della bianca cappella innalzata per Gilberta, cappella che riflette la luce del sole rischiarando la ‘tomba’ della prof di inglese, il luogo in cui venne barbaramente massacrata e uccisa a calci per poi essere caricata in auto e gettata nella discarica di Campoli Appennino.
Straziata dal dolore mamma Elia senza più lacrime a rigarle il viso, senza luce negli occhi persi nel vuoto lasciato dalla scomparsa di sua figlia. Per l’ultima volta la famiglia Palleschi con il loro avvocato Massimiliano Contucci ha chiesto a gran voce una giustizia piena, una pena esemplare per la loro Gilberta ma anche per tutte le donne vittime di violenza.
In un unico grande abbraccio si sono stretti Mamma Elia, Roberto, Giuliana, Alessia e Luca ma anche tantissimi amici ancora non completamente consapevoli dell’accaduto: ‘Più passa il tempo più è peggio. Ancora è difficile da credere da metabolizzare. Il tempo non allevia’. Ma ascoltiamo le interviste realizzate a San Martino a familiari ed amici.
Roberta Pugliesi
