Partita incandescente a Siena fra la Mens Sana e la Virtus Cassino.
Come abbiamo riportato anche nella cronaca dell’incontro, il finale della gara del Pala Estra è stato particolarmente acceso con diversi alterchi fra Mike Hall e il pubblico di casa che in alcune occasioni è sembrato anche sul punto di entrare sul parquet. Alla base della reazione di Hall, che ha risposto ai tifosi e addirittura cercato il contatto con alcuni di essi al termine della gara, ci sarebbero degli insulti razzisti piovuti dagli spalti ai danni del giocatore americano, come denuncia la società rossoblù su Twitter.
Perdiamo di 2 al termine di una gara pazzesca
Insulti razzisti al nostro Mike Hall
Vince Siena 67-65#lnp #LaNostraPassione pic.twitter.com/yptXdbFVPr
— VIRTUS Cassino (@VIRTUSTSB) 3 febbraio 2019
Lo stesso Hall ha dato dettagliatamente la sua versione dei fatti con una serie di tweet pubblicati sul suo account: “Il rispetto che i tifosi di Siena hanno nei miei confronti è così tanto da entrare i campo e chiamarmi negro. Gli arbitri sanno solamente dirmi di stare calmo, è una merda, nel 2019 non c’è rispetto per i giocatori americani, i tifosi possono mancarci di rispetto ma siamo comunque essere umani. Gli arbitri cosa ci sono a fare? Guardano il parquet mentre i tifosi entrano in campo, se hai paura di gestire una partita devi cambiare di lavoro. Se io reagissi sarei solo un ragazzo di colore lontano da casa, in una palazzetto con migliaia di persone e sarei io il problema, un giocatore fiori controlla. Razzismo e mancanza di rispetto, anche i giocatori di Siena mi stanno chiedendo scusa e questo vale più di mille parole. Forse mi multeranno per questi messaggi e i tifosi avversari rideranno di questo grande e pauroso uomo nero, non ne vale più la pena. In Italia tutti mi conoscono, mi scrivono sui social ma quando giochiamo contro divento “il negro”. I tifosi entrano in campo, tirano bottiglie e carta, sono dei pezzi di merda razzisti e cosa succede? Fallo tecnico contro di me. Non voglio più giocare in un Paese dove accade tutto questo, ogni settimana in Italia succede una cosa del genere, nel calcio o nel basket, poi arrivano delle scuse o una piccola multa ma noi dobbiamo vivere nel disprezzo ogni giorno. Davvero, non ne vale più la pena”.
Parole pesanti, quelle di Mike Hall, ma che dovrebbero indurre a una seria riflessione.
Roberto Caporilli
