Dopo l’ennesima aggressione in carcere lo SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) scende in campo e chiede all’Asl di trovare delle soluzioni
Lo SNAMI solidale con agenti carcerari che ancora una volta hanno dovuto subire aggressioni da parte dei detenuti. Alle ripetute aggressioni che si verificano sistematicamente all’interno del carcere gli operatori sanitari lamentano la carenza di farmaci, mancanza di punti di sutura per poter curare le ferite ed un apparecchio radiologico per effettuare le lastre. Sono tre mesi, dicono, che il macchinario è fermo perché sarebbe rotta la stampante. “Da tenere presente – scrive ancora lo SNAMI – che l’80% dei detenuti è affetto da almeno una patologia. Il 35% cosa ancora più grave è affetto da disturbi psichici“. Il sindacato auspica che si trovino delle soluzioni concrete a questo stato di cose prima che possa arrivare il peggio. La Redazione
