Il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe, ha parlato a tutto campo del periodo che sta vivendo la compagine ciociara.
Ecco le sue dichiarazioni, rilasciate ai microfoni di lalaziosiamonoi.it “La scorsa volta che siamo stati promossi in Serie A abbiamo voluto dare continuità al gruppo che ci aveva portato lì, ben consapevoli che se non avessimo realizzato uno stadio, anche se ci fossimo salvati, probabilmente avremmo dovuto disputare il campionato successivo in un’altra città. In quell’occasione abbiamo preferito utilizzare i proventi derivanti dalla partecipazione alla Serie A per costruire il centro sportivo prima e lo stadio poi. Adesso ci presentiamo con delle credenziali più importanti rispetto a tre anni fa. Siamo stati capaci di sfruttare meglio il settore giovanile, abbiamo questo nuovo impianto che non ha niente da invidiare ai migliori stadi italiani. L’obiettivo è quello di creare un progetto più solido. Longo? Le caratteristiche migliori del nostro allenatore sono l’umiltà e la determinazione quando prova a raggiungere un obiettivo. Lui ha maturato grandi esperienze con un club come il Torino. Poi le due esperienze in B con la Pro Vercelli prima e quella dello scorso anno con noi, penso che gli abbiano dato gli anticorpi giusti per poter affrontare in modo dignitoso la Serie A. Questione penalizzazioni? Spero che la storia delle squalifiche finisca qui. Abbiamo pagato molto di più rispetto a quelli che sono stati i nostri demeriti e i fatti che si sono verificati all’interno dello stadio. Per quello che è successo reputo già abnorme la sanzione che ci è stata comminata e che abbiamo scontato. Ritengo che abbiamo subìto un danno che è calcolabile intorno al milione di euro, troppo per due palloni gettati in campo da alcuni tifosi in una zona del campo ininfluente e che non hanno creato problemi come hanno voluto far credere dalla controparte. Calciomercato? Non abbiamo lesinato energie e risorse. Ci siamo gettati a corpo morto per realizzare questa rivoluzione, che secondo noi è la condizione necessaria per poter provare a competere su questo palcoscenico. Questo ce lo potrà dire solo il campo. Non c’è miglior giudice. La Var? Se applicata bene può aiutare chi è chiamato a giudicare un episodio. Quanto più diventa oggettivo il criterio di decisione, tanto più diventa credibile la Var”. E.P.
