In casa Frosinone, in vista del match di domenica a Roma contro la Lazio, ha parlato il difensore centrale Bartosz Salamon (in foto).
“Ci aspettano impegni difficili, ma stiamo lavorando per farci trovare pronti. Anche alla Spal avevo trovato una situazione simile, con tanti calciatori che avevano vinto la Serie B, quando non si può vincere, è importante non perdere. Anche un punto può fare la differenza nella corsa alla salvezza. Se ci salveremo? Non posso prevedere il futuro, ma posso dire che faremo di tutto per riuscirci. La società ha allestito una buona rosa, ora spetta a noi. Mister Longo sa darci le giuste motivazioni, lo sto imparando a conoscere in queste settimane. Sfida con la Lazio? Match difficile, dovremo stare attenti alle seconde palle. Io metto a disposizione la mia esperienza, è il terzo anno che gioco con una neopromossa ed è importante lavorare seriamente ogni giorno, anche quando arriveranno i momenti difficili. In Serie A tutte le squadre partono forte, pressano alto e giocano uno contro uno, è inutile intestardirsi per rispondere sullo stesso piano, a volte è meglio iniziare in modo più tranquillo perché dopo 15-20 minuti la pressione si allenta ed è possibile uscire. Il contributo in zona gol? Negli ultimi due campionati non ho segnato però ho avuto spesso delle occasioni, cercherò di essere più determinato. Di fatto abbiamo iniziato oggi la preparazione alla gara con la Lazio, la fisicità di Milinkovic nel gioco aereo può crearci problemi ma i vari Chibsah e Brighenti, pur non riuscendo a contrastarlo, posso essere utili sulle seconde palle; lavoreremo anche sui movimenti di Immobile. Quando si gioca contro campioni del genere ci sono tante motivazioni e l’adrenalina sale, c’è grande rispetto nei loro confronti ma poi ci si rende conto che sono umani anche loro e si fa di tutto per cercare di essere all’altezza. Non vedo l’ora di conoscere la tifoseria del Frosinone, me ne hanno parlato molto bene, infatti nello spogliatoio c’è la convinzione che la gara con il Bologna avrebbe potuto avere un esito diverso se l’avessimo giocata davanti al nostro pubblico”. Roberto Caporilli
