La linea sottile tra confrontarsi e contestare. La linea sottile tra sperare e abbattersi. “C’è una linea sottile fra star fermi e subire, cosa pensi di fare? Da che parte vuoi stare?”.
Ho usato per qualche istante il concetto de “La Linea Sottile” cara a Luciano Ligabue, per iniziare il mio consueto editoriale. Ci ritroviamo di fronte ad un momento storico per il mondo Frosinone. Un momento dove bisogna capire e comprendere, ciò che si vuole diventare da grandi. Questa mattina l’editoriale è un po’ al sapore musicale, ne sono consapevole. Ieri mentre guardavo il confronto tra squadra e i tifosi al “Liberati” di Terni, pensavo alla canzone degli 883. “Stessa storia, stesso posto, stesso bar (anzi settore, ndr)”. La crisi di Primavera è tornata a bussare alle porte di casa Frosinone. Puntuale come lo scorso anno, sconvolgente e allo stesso tempo terrificante sotto certi aspetti. Il tecnico Moreno Longo ha provato in sala stampa, a gettare acqua sul fuoco. Ha provato a fare da pompiere su un incendio, a dir la verità, già annunciato in caso di non vittoria contro le Fere. Ora che fare? Ora da cosa ripartire? L’unica base solida, ad ora, sembra esser la gente che ama il Leone. Perché la delusione è stata enorme, ma la voglia di non disperdere quanto fatto fino ad ora è troppa. Due dati buttati lì a caso, ma che rendono l’idea. Lo scorso anno furono in 900 a scortare Ciofani e compagni in Umbria, ieri ne erano quasi il doppio. Solo una coincidenza? Non credo. Nunzio Danilo Ferraioli
