Veroli – All’ara se scattloccia i se sgrana

Alessandra Cinelli
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Ottimo successo per la terza edizione della manifestazione contadina in costume tipico ciociaro che ripercorre l’antica lavorazione del granturco, accompagnato dalla musica folk e dalla ‘ballarella’.

Ad organizzarla qualche giorno fa sono stati ‘Gli amici della sagra della crespella’ di Santa Francesca. Un evento che ha coinvolto intere famiglie riunitesi per l’occasione nel piazzale della scuola di Santa Francesca. Una tradizione antica quella della lavorazione del granturco tramandata di padre in figlio e che le giovani generazioni cercano di custodire gelosamente. Alla festa c’erano tanti bambini vestiti in costume ciociaro, una vera gioia per gli occhi di chi ha potuto ammirare uno spettacolo di altri tempi, quando si era soliti riunirsi tutti insieme per scartocciare le pannocchie del granoturco nelle sere autunnali e invernali. Gli scartocci migliori venivano conservati e servivano per riempire il “saccone”, un involucro di robusta e spesso ruvida tela, che opportunamente trapuntato formava il materasso. La stanza adibita all’operazione era solitamente la cucina, la stanza più grande della casa. Si posizionava al centro un mucchio di pannocchie di granoturco da scartocciare. Intorno sedevano donne, uomini, ragazze e ragazzi. Iniziava così la scartocciata. Man mano che il lavoro procedeva, si dividevano le foglie morbide che servivano per riempire i sacconi per i letti, mentre le ruvide servivano per la lettiera delle bestie. La serata di lavoro era anche occasione di festa, tradizione che a Santa Francesca è stata fedelmente rispolverata dagli Amici della crespella.

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Nic.
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