(di Anna Ammanniti) Luigi Garlando il noto giornalista della Gazzetta dello Sport, nel bellissimo articolo uscito su Sport Week il 29 luglio scorso, spiega come il calcio italiano deve “osare” di più per stare al passo con i tempi, abbandonando la tattica e lasciando i bambini e i ragazzi liberi di divertirsi e di correre sotto porta e calciare di più a rete.
Un appello agli allenatori ad educare i bambini e i ragazzi alla tecnica virtuosa, al coraggio di osare e alla gioia della porta. Il giornalista Garlando e i tanti appassionati di sport condividono il pensiero del campione svizzero di tennis Roger Federer, vincitore del torneo Wimbledon, che ha dichiarato, dopo il trionfo: ”Mi dispiace che in un torneo come Wimbledon alcuni avversari e quasi tutti giovani non abbiano fatto nemmeno il 2% di serve and volley in una partita. Spero di vedere più ragazzi a rete. Ci vuole più coraggio!” “Stracciate qui fogli pieni di frecce e annotatevi una frase sola, quella di Roger Federer! Dal tennis al calcio, cambia poco, se parliamo di spirito: più attacco, più coraggio, più rete! Allenatori, riempite l’area di palloni, poi fate scattare il cronometro e vediamo quanto ci mettono i bambini a calciarli tutti in porta!” Garlando suggerisce di insegnare ai piccoli calciatori l’elastico di Ronaldo, una giocata pazzesca, un numero che lascia a bocca aperta, dieci secondi che valgono tutti i 90 minuti di una partita; la ruleta di Zidane, imparata nei vicoli di Marsiglia, saltare gli avversari danzando, classe e spettacolo che incanta tutto il mondo. “Se i bambini inciampano, pazienza, si rialzano e impareranno.” “Raccontate loro come Bruno Conti cambiava direzione in corsa in corsa con un colpo di tacco, parlate di Garrincha e del doppio passo di Robinho. E se uno ferma la palla sotto la suola o la passa davanti a un difensore, fermate la partitella come fa Di Francesco e spiegatelo anche voi: l’avversario si punta e si salta, in allenamento il dribbling va coltivato ed annaffiato come un fiore.” I bambini con il calcio devono divertirsi, giocare felici di mettere in campo la loro estrosità, l’istinto, piegare le loro caratteristiche e provare a cambiarle è un grave errore. Ogni bambino ha la sua capacità e andrebbe lavorato su questo. Garlando continua ad esaminare ciò che sta succedendo al calcio italiano: “Nell’Euro finale Under 21 nel 2013 Thiago Alcantara fece tre gol all’Italia; nell’Euro semifinale 2017 l’Italia ha subito tre reti a Saul. Coincidenze? No, legge. Perché nel calcio spagnolo l’interno, per costituzione ha istinto e tecnica per cercare la porta. Su quanti interni del genere può contare oggi Ventura? Una miseria. Si dirà: vabbè è la terra del tiqui-taca? Questione di tradizioni. E la Germania che a centrocampo ha sempre prodotto carri armati da corsa? Quest’estate ha vinto una Confederations ed un Europeo Under 21 mettendo in vetrina stelline offensive dai piedi dolci. Da quando hanno rivoluzionato il sistema di formazione sfornano in serie mezzepunte alla Ozil. La stessa l’Inghilterra ha vinto il Mondiale Under 20, facendoci girare la testa sul piano della fantasia e della tecnica pure, un tempo impensabile. Si può onorare la propria tradizione, ma anche farla sterzare verso il futuro. Sarebbe ora che lo facessimo anche noi. Invece di tirarcela da maestri della tattica e ripeterci che noi abbiamo sempre vinto in difesa, educhiamo i nostri bambini alla tecnica virtuosa, al coraggio di osare, al piacere del gioco. Per l’organizzazione e la tattica c’è sempre tempo. Allenatori quando torneranno i vostri bambini dalle vacanze, date retta a Federer, buttateli a rete!” Anna Ammanniti
