Basket A2 – Davide Alviti si racconta: etica del lavoro, famiglia, umiltà e divertimento

Roberto Caporilli
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Pochi giorni dopo l’ufficializzazione del suo approdo all’Andrea Costa Imola, abbiamo fatto quattro chiacchiere con il talento ciociaro Davide Alviti.

–  Sei pronto per la nuova avventura con Imola? – “Sono contento della scelta che ho fatto, si prospetta una bella stagione dove potrò imparare molto da due chiocce come Maggioli e Prato. Penso che mi divertirò molto e questa resta la cosa più importante”.
Giampiero Domenicali (amm. unico), Davide Alviti e coach Demis Cavina
– Quanto è stato importante coach Cavina nella tua scelta? – “Ha influito molto, lo scorso anno con lui mi sono trovato molto bene perché mi ha dato spazio dopo una stagione in cui avevo giocato pochissimo. È un allenatore duro, ho avuto anche dei diverbi con lui ma mi ha fatto crescere tantissimo e nel prossimo campionato partirò da ala piccola, nel mio ruolo preferito, anche se il coach mi ha già detto che sfrutterà la mia duttilità. Non abbiamo ancora parlato di un’eventuale partenza in quintetto base anche perché il roster è ancora da completare, in ogni caso cercherò di guadagnarmi spazio con il lavoro quotidiano”. – Lavoro che non interrompi neanche d’estate, giusto? – “Sì, ogni estate seguo un programma di allenamenti individuali con coach Paolo Grasso, un allenatore che mi è stato consigliato da Alex Righetti. Tre anni fa ho provato una settimana con lui e mi sono piaciuti i suoi metodi, si tratta di un lavoro individuale basato sulle esigenze dei singoli giocatori: c’è prima una parte di video in cui si analizzano le cose da migliorare, poi ci si concentra sulla tecnica ma anche sul fisico con esercizi in palestra. Credo che il lavoro estivo sia fondamentale per progredire come giocatore, per me non è concepibile “sprecare” i mesi di off season, bisogna sfruttarli per limare i propri difetti”. – Sei stato a Capo d’Orlando per un provino. Cosa ti è sembrato di questa società che sta facendo parlare benissimo di sé? “Un ambiente davvero bellissimo. Io sono stato lì solamente pochi giorni ma ho visto la grande passione della gente che ci seguiva anche se stavamo solamente facendo un provino. È stata un’esperienza positiva anche perché ho potuto rivedere alcuni vecchi amici”. – Sei un ragazzo molto legato agli affetti familiari. Quanto è stata importante la famiglia nel tuo percorso? “Ha fatto tutta la differenza del mondo, non smetterò mai di ringraziare i miei genitori per quello che hanno fatto per me. Mi hanno sempre spinto a inseguire il sogno che ho iniziato a vivere a 15 anni con un pizzico d’incoscienza mentre ora mi rendo conto di quanto deve essere stata dura per loro, non so quanti genitori l’avrebbero fatto. Sono stato fortunato e lo sono tuttora perché anche nei momenti di sconforto i miei sono sempre pronti a tirarmi su, il loro supporto è fondamentale”.   Roberto Caporilli
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