Editoriale – Allenatori senza tesserino, abusivismi nel mondo del calcio che fanno male allo sport

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(di Anna Ammanniti) L’allenatore è una figura essenziale all’interno di una squadra, l’anima del gioco e della tattica; ciò che verrà trasmesso ai giocatori, ciò che verrà messo in pratica sul campo di gioco, è dettato dal tecnico. Si può  avere tanti campioni a disposizione,  ma se non sai organizzarli e disporli “sfruttando” al meglio le qualità che ognuno di loro ha da offrire, allora è come se non avessi  nessun campione. 

L’allenatore oltre che disporre tecnicamente la squadra con schemi e tattiche, ha un ruolo importante, ha a che fare con la condizione fisica dei piccoli atleti, é importante che quindi abbia le dovute qualifiche per tutelare la salute sia dei bambini che degli atleti di tutte le età. E’ ormai un’abitudine alquanto sgradevole andare in giro senza la qualifica di allenatore, presentarsi in panchina figurando come dirigenti e/o massaggiatori, un malcostume tipicamente ciociaro, già se ci spostiamo solo verso Roma  l’atteggiamento è molto diverso. Questa cattiva abitudine è un fatto prettamente culturale, in altre regioni del nord Italia, questa pratica non è diffusa. La figura di “tecnico federale”, nei dilettanti è prima di tutto un educatore, è essenziale acquisire quindi l’abilitazione che qualifica gli allenatori. Soprattutto nei settori giovanili della provincia,  è una sgradevole prassi affidare gli incarichi tecnici a persone non adeguatamente preparate e i genitori, che pagano rette mensili onerose, dovrebbero pretendere dalla società, l’esibizione di tali abilitazioni relative agli istruttori. A volte, forse troppo spesso, le società incaricano persone non abilitate, riescono così a risparmiare abbassando i costi,  purtroppo a discapito della qualità. Spiegando meglio, incaricando un allenatore di calcio senza patentino è come se, ad insegnare nuoto, venisse incaricato un  tecnico che non sa nuotare. La domanda nasce quindi spontanea, un allenatore senza patentino, senza qualifica è quindi un tecnico senza qualità? La risposta è ovvia, se non è formato è una persona professionalmente scadente. Un pseudo allenatore non abilitato, nel caso faccia fare esercizi e allenamenti inadeguati,  potrebbe causare danni irreparabili al fisico di un atleta,  sia esso un bambino, sia un  adolescente o un adulto. Purtroppo, da testimonianze di allenatori abilitati, al momento di raccontare le proprie esperienze, è venuto fuori che ci sono stati tanti bambini con danni permanenti alla colonna vertebrale, causati da allenatori che a 10 anni facevano fare squat con i pesi, oppure balzi da altezze troppo alte.  “Se non fai il corso queste cose chi te le dice?”  

 Vediamo quindi nello specifico in cosa consiste il corso e  i passaggi necessari per ottenere le varie qualifiche di allenatore. La strada è lunga e tortuosa, ma è  il cammino che porta ad ottenere la qualifica di tecnico federale. I Corsi Regionali e Provinciali, sono organizzati territorialmente con la collaborazione della Lega Nazionale Dilettanti e l’Associazione Italiana Allenatori Calcio. Si distinguono principalmente , oltre ai corsi per professionisti,  due corsi per allenatori. Il corso per Allenatore Dilettante,  organizzato sul territorio, forma gli allenatori che andranno ad operare nel Calcio dilettantistico, più precisamente nei campionati di Prima, Seconda e Terza Categoria e negli Juniores Regionali, per i quali, il patentino rilasciato dopo il superamento degli esami, abilita il tesseramento come allenatore responsabile. Il corso per Allenatore di Base UEFA B, è il primo step obbligatorio per chi vuole in seguito  continuare la propria formazione come allenatore. Questo corso offre una formazione completa sia sul calcio giovanile che sul calcio dilettantistico; al termine delle lezioni, gli allenatori che riescono a superare l’esame ottengono un’abilitazione che gli consente di guidare tutte le squadre giovanili, ad eccezione di quelle partecipanti al campionato Primavera  e tutte le prime squadre nei campionati organizzati dalla Lega Nazionale Dilettanti, inclusa la Serie D. Chi possiede il patentino di allenatore di base Uefa B, è abilitato quindi ad allenare dalla scuola calcio a tutte le squadre dilettanti. Il corso dura due mesi, ha il costo di 800 euro. Tornando al discorso sull’abilitazione dei tecnici, sembra quasi assurdo che per non frequentare un corso che dura solo due mesi, si possano potenzialmente rovinare  bambini e atleti di qualsiasi età. Il corso dura 500 ore, al termine del quale si affronta l’esame abilitante per ogni materia trattata.  Sono previsti  stage presso scuole calcio professionistiche, le lezioni vengono svolte da docenti universitari di scienze motorie o laureati e professionalmente preparate. Oltre il corso teorico, si fa pratica prima dell’abilitazione, con lezioni sul campo di calcio. Le lezioni si dividono in scuola calcio e prima squadra.  Durante il corso, ogni sabato mattina, si fa pratica presso un campo di calcio diverso, con dei tecnici esperti che insegnano come ci si rapporta psicologicamente coi ragazzi e con gli adulti. Il corso è tosto, ma per allenare è obbligatorio essere abilitati, superare l’esame per il rilascio del patentino, quindi bisogna fare il sacrificio di seguirlo. E’ importante, perché il tecnico, avrà la funzione di educatore, starà a stretto contatto con i bambini e starà a contatto con gli atleti di tutte le età. E’ importante avere una formazione adeguata per non mettere in pericolo la salute di nessuno.

Anna Ammanniti 

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