(di Alessandro Andrelli) A conclusione della conferenza stampa di Pasquale Marino, in sala stampa, per la prima volta in questa modalità si presenta a sorpresa il presidente gialloazzurro Maurizio Stirpe. Inevitabile da parte della stampa presente alcune domande sulla delicata situazione del Frosinone.
Il mister ha apprezzato e speso parole di elogio per la sua vicinanza e le sue parole alla squadra ieri sera. Che sente di dire presidente? “Ho deciso una mezz’ora fa di partecipare a questa conferenza. Quando le cose non vanno bene bisogna essere presenti. Non ci tiriamo indietro. E sono vicino alle nostre responsabilità. Ci sono dei passaggi che devono essere sempre ben tenuti in considerazione. La prima cosa che voglio sottolineare è che nessuno ha detto che il Frosinone sarebbe arrivato primo in classifica e stravinto ad aprile il campionato. L’obiettivo è stato sempre quello di stare nella parte sinistra della classifica per poi giocarsi tutte le chance per la promozione. Siamo in linea e abbiamo tutte le possibilità per fare bene. L’elemento che ora emerge è la delusione, e non il fatto che siamo a 4 punti dalla promozione diretta. Secondo me per dovere di cronaca, e per non farci del male vi invito a tenere in considerazione questi elementi. Al Frosinone è successo quello che nel girone d’andata è successo al Verona, e che dopo Carpi è successo alla Spal. Loro si sono riprese, noi ora possiamo fare bene e possiamo fare male. Dovremo fare di tutto, con l’aiuto di tutti, tifosi e stampa in primis. Non faccio sfuriate, non sono mai entrato negli spogliatoi. Sono solo leggende metropolitane. La squadre è in ritiro per cercare di stare serena e per riposare. I contratti si fanno perché vogliono essere rispettati. Abbiamo fiducia e consapevolezza nel lavoro di Pasquale Marino. Qualora non dovesse avvenire sarà mia responsabilità per primo e poi di tutti gli altri, nessuno escluso. Per giocarci le nostre chance nel modo più giusto bisogna crederci. Se stiamo qui a criticare solamente non ne ricaviamo nulla. Invito i tifosi ad assistere con serenità alle prossime cinque partite. Il limite non ce lo dobbiamo creare noi, senza alibi, ma i nostri risultati saranno dettati dalle prestazioni. Noi dal nostro punto di vista ce la metteremo tutta. Qualora ciò non dovesse avvenire, non sarà un fallimento. Non abbandonerò il Frosinone. L’impresa più grande resta quella dello stadio. Se poi vogliamo giocare allo sfascio io non farò parte della partita”. Come sta Paganini, quando tornerà? “Ha fatto benissimo, però non è la panacea di questa situazione. Disputerà un’altra partita con la Primavera, probabilmente poi con il Trapani potrebbe essere a disposizione del mister”. Si vocifera che ci siano ritardi nei lavori, e per questo sia meglio non andare in serie A. “Di direttori dei lavori allo stadio ce ne sono tanti, ogni giorno ne spuntano di nuovi (ironizza! ndr). Qualora ci fossero difficoltà ve le avrei comunicati. Si sta andando avanti. Entro il 10 giugno lo stadio sarà pronto. Fin quando la “pancia” dello stadio non sarà pronta non faremo conferenza sullo stadio. E’ ovvio che far lavorare quattro aziende private con il pubblico, non è cosa semplice”. Ha incontrato i giocatori, cosa ha detto loro? “Bisogna fare appello alla compattezza. Qualche certezza ora sta mancando. Abbiamo parlato di unità d’intenti. Io sono dalla parte loro. Se la società può fare qualcosa siamo qui per farlo. Voglio far sì che i giocatori e lo staff stia il più sereno possibile”. Cosa le ha dato fastidio in queste ore? “Avellino e Ascoli sono state due grosse delusioni, difficili da digerire. Ci metterei dentro anche le partite con il Cittadella e con la Virtus Entella. Sono più indizi che poi fanno una prova. Evidentemente la reazione alla pressione non è stata quella sperata. Dobbiamo ridurre le fragilità. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, riproponendo le stesse prestazioni che ci hanno consentito di essere dove siamo. La differenza la stanno facendo i pareggi e non le sconfitte. Ci manca quel pizzico di fortuna, sia in campo che negli infortuni. Qualcuno sta tirando la carretta più del dovuto in mezzo al campo. Ci manca quella continuità che ora va invertita. Sarà dura e difficile ma ci dovremo mettere il massimo dell’impegno e della dedizione, specie nei confronti dei nostri tifosi”. Alessandro Andrelli
