(di Giorgio Bruni) Cinque Olimpiadi, cinque Mondiali, cinque Europei indoor e outdoor e sei mondiali indoor: Fabrizio Donato, ha suggellato le sue 39 presenze in maglia azzurra, con l’argento continentale in Serbia, a soli sette centimetri dal portoghese Nelson Evora, vincitore della prova.
Ennesimo risultato prestigioso di una carriera vissuta sempre da protagonista sui tartan internazionali. Il finanziere, nato a Latina nel 1976, ma cresciuto tra le fila dell’Atletica Frosinone, è stato accolto con grande gioia e affetto da tutti i dirigenti e gli atleti del Centro Sportivo della Guardia di Finanza di Castelporziano, insieme alla Sezione Giovanile di atletica leggera delle Fiamme Gialle, che ha celebrato così la quinta medaglia nelle competizioni internazionali, di un vero e proprio idolo. In qualificazione Donato era riuscito a saltare 17.52, ma il 17.20 centrato in finale, è un argento che vale oro, se si valuta anche la nuova e impegnativa sfida intrapresa di recente dal campione ciociaro: il plurimedagliato azzurro – all’ ultimo argento conquistato vanno aggiunte nella collana le perle dell’oro indoor a Torino nel 2009, l’argento indoor di Parigi 2011, l’oro europeo all’aperto di Helsinki 2012 e lo straordinario bronzo olimpico di Londra 2012 – ha infatti iniziato a seguire, nel ruolo di allenatore Andrew Howe, saltatore in lungo, uscito suo malgrado nelle qualificazioni. “A 40 anni suonati, continuo a divertirmi, a giocare”, ha dichiarato nel post gara il triplista, parafrasando l’adagio “L’atletica non morirà mai, perché ci sarà sempre qualcuno che troverà un buon motivo per correre, saltare, lanciare”. Donato ne ha trovati tanti. L’eterno ragazzo, d’azzurro vestito. Giorgio Bruni
