La pioggia battente non ha fermato lo svolgimento dell’attesa cerimonia in onore dei primi mille anni del Comune di Picinisco.

Domenica scorsa, un evento indelebile ha emozionato i numerosi presenti, dai cittadini alle autorità civili, militari e religiose. “E’ stato davvero meraviglioso ripercorrere la storia attraverso le parole di Monsignor Dionigi Antonelli – sottolineano dal Comune -, lusinghiero l’elogio alla Comunità

da parte del Prefetto Emilia Zarrilli e del Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo. Particolarmente toccante, infine, per ogni coscienza, il discorso in chiesa di Sua Eccellenza il vescovo Gerardo Antonazzo”. Dal 1017 al 2017 il piccolo borgo di Picinisco è cresciuto a livello socio-culturale, divenendo una delle perle della Valle di Comino. “I piccoli Comuni sono una risorsa da preservare e valorizzare – spiega il sindaco Marco Scappaticci – in grado di vantare una storia millenaria. Picinisco ha festeggiato il millesimo anniversario del ‘Privilegio’ dei Principi di Capua, Pandolfo IV e Pandolfo II, fratelli regnanti che il 6 marzo 1017 restituirono all’Abbazia di Montecassino la chiesa di San Valentino, ovvero il più antico documento esistente di questo territorio, a quel tempo chiamato Piczinisci, appartenente alla Conte di Comino”. Dopo lo scoprimento della “Pietra della Memoria”, l’intensa giornata si è conclusa nella centralissima Piazza Capocci con l’esibizione del Corteo storico Terra Sancti Benedicti di Montecassino e dai Cavalieri del Santo Sepolcro. Mille anni e non sentirli: ecco il segreto di un paese che si rinnova di volta in volta.
Caterina Paglia
