Calcio – Frosinone, conferenza stampa Stellone… “Dopo 7 anni mi mancherà tutto”

Alessandro Andrelli
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In diretta dalla sala stampa dello stadio Comunale di Frosinone l’ultima conferenza stampa di Roberto Stellone da allenatore del Frosinone Calcio. Pochi giorni fa la nota della società che ufficializzava la fine del rapporto professionale tra Stellone e il club gialloazzurro. Oggi il saluto del tecnico romano. Con l’inviato Alessandro Andrelli il “live text” dalla sala stampa del Comunale.

FINE CONFERENZA ore 16:53 con un applauso finale dei giornalisti presenti in sala stampa. Cosa pensi di poter dare al calcio? “Ho 38 anni, ho davanti a me un futuro lungo e mi auguro importante. Molti a quest’età giocano ancora. Da migliorare c’è sempre, da aggiornarsi c’è sempre. Io mi sento pronto per allenare. Non dico però che sono già fatto, nulla mi spaventa. Ranieri ha ottenuto un risultato importante dopo tanti anni”. Cosa le mancherà? “Quando vivi anni così emozionanti. Mi mancherà tutto!” Capogna (il preparatore) verrà con lei? “Io decido per i miei collaboratori, Capogna era già qui come Costantini” C’è un errore fatto che non mi fa dormire? Si ritiene fortunato? “Sono molto fortunato, faccio il lavoro che mi piace. L’errore che non mi fa dormire la notte forse è ogni sconfitta, quando si parla di calcio, ma anche dopo ogni vittoria si dorme poco”. Una sola persona da ringraziare? “Non posso ringraziare solo una persona. Ce ne sono tantissime, il presidente, il direttore Salvini, i ragazzi della Beretti e tutti i giocatori e i componenti di questa società. Non è giusto ringraziare solo una persona. Ringraziare il pubblico su tutti è doveroso. Se noi abbiamo ottenuto risultati così importanti e se siamo stati a galla fino alla fine il merito è di una tifoseria incredibile”. C’è stato un momento nel quale al 100% il Frosinone si poteva salvare? “Ho sempre pensato che questa squadra aveva le carte in regola per conquistare la salvezza. In un’annata ci possono essere errori, e momenti non felici da parte di tutti. Abbiamo sempre e comunque lottato contro tutto e tutti, non siamo stati fortunati nei momenti decisivi soprattutto nella parte finale della stagione. Il tassello della fortuna non si è incastrato bene. Abbiamo disputato un campionato di grande sacrificio. Tutti abbiamo dato il massimo. Usciamo dalla serie A a testa alta.” Si vuole confrontare con un’altra realtà? “Può essere stato anche questo sicuramente un motivo della fine di questa bella avventura” Giocatori del Frosinone che possono seguire Stellone? “Se allenerò è normale che ci saranno giocatori del Frosinone appetibile”. Gorgone e Gennari con Stellone? “Si” Coppitelli può essere il futuro? “Coppitelli è un tecnico molto preparato, che ha già ottenuto ottimi risultati. La scelta del nuovo allenatore dipenderà dal presidente Stirpe” Un giorno tornerai a Frosinone, magari come Iaconi sbaglierai spogliatoio? “Ho lasciato sempre un ottimo ricordo dovunque sono stato. Ora sto lasciando una squadra e una città dopo 7 anni. Sono davvero tanti, con delusioni, vittorie e trionfi. Quando ho deciso di smettere il direttore Salvini mi ha offerto la Beretti e da lì la mia vita è cambiato nuovamente. Non è stato facile credere in me, ma qui ho trovato sempre persone che lo hanno fatto. Devo molto anche ai ragazzi della Beretti con il quale ho vinto il campionato. L’emozione di quella vittoria è paragonabile alla vittoria della LegaPro e della B. Siamo riusciti ad arrivare dalla LegaPro alla serie A. Quest’anno, anche retrocedendo ho vissuto momenti belli, emozionanti, indimenticabili. Se porto nel cuore tutte le squadre dove ho giocato quattro anni, figurarsi quanto resterò legato a Frosinone dopo questi sette anni. Sarò legato per sempre a questa società e a questa città. Non so se mai tornerò, ma posso dire che sarò un tifoso sfegatato del Frosinone. Se io oggi sono un allenatore, giovane, ma che ha vinto già molto, il merito non è solo mio e dei giocatori, ma di tutta la città e dei tifosi, giornalisti compresi. Tutti abbiamo cercato di dare il massimo, chi in un modo, chi in un altro”. Che consiglio ha dato o darebbe al presidente Stirpe? “Non posso permettermi di dare consigli al presidente. Non c’è bisogno del parere di Stellone per capire la serietà di questa società. Molti giocatori importanti, che tanti richiederanno sono già un ottimo risultato per il Frosinone, aver costruito un centro sportivo è sicuramente qualcosa di evidente. Il mio parere è che il Frosinone è una società che sa far bene, programmare e che i risultati di questi anni non sono venuti per caso. Il presidente si è circondato di direttori validi come Salvini e Giannitti, e poi il settore giovanile sta crescendo molto. Rivedendo il film all’indietro, sono fiero e orgoglioso di quello che ho fatto. Frosinone-Carrarere è stata la mia prima partita da allenatore con 500-600 persone allo stadio. Rivedere ora le immagini di Frosinone-Sassuolo mi rende orgoglioso e deve rendere orgoglioso la società e tutti noi.” Che finale di avventura per Stellone a Frosinone? “Secondo me e secondo la società è stata questa la scelta migliore. Non ci sono motivazioni legate alle scelte della società sul piano economico, ne sul programmo programmatico per il futuro. Non ho mai avuto problemi su questi fronti e la società so che farà bene. Sono sempre stato onesto con tutti. Ho rinnovato sempre per un anno proprio perché ho legato il mio contratto ai risultati. Tantissimi aspetti hanno poi portato me e la società a questa scelta. Abbiamo messo da parte i sentimenti, questo è chiaro. I momenti bellissimi di questi anni, e l’applauso finale dei nostri tifosi dopo la retrocessione restano indelebili. E’ bene così, perché tutti i cicli si aprono e si chiudono. Era il momento di farlo. Dopo tanti anni si volta pagina. La decisione per tutti più saggia è questa per tutti, compreso per me”. Tra i vari moduli adottati, specie nell’ultima parte con il 4-3-3, gli esterni (Paganini e Dionisi) erano adatti? “Sono qui per salutare e ringraziare. Ora non voglio parlare di questi argomenti. Pensiamo ai miei sette anni a Frosinone, due da giocatore, cinque da allenatore. A domande sui rimpianti, su ciò che poteva essere, non mi va di rispondere”. Dove allenerà il prossimo anno? C’è qualcosa di vero in quello che si scrive sui giornali. Non mi spaventa stare fermo. Non faccio distinzione tra A e B, ma se B sarà dovrà essere di alto livello per vincere il campionato. Di concreto non c’è nulla, ho fatto qualche colloquio ma nulla di più. Bari? Non ho mai sentito nessuno. Verona? Si hanno parlato con me ma credo lo hanno fatto anche con altri. Chievo, Atalanta e Torino non mi hanno contattato.  INIZIO CONFERENZA ORE 16.19 Alessandro Andrelli
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