Dopo la doppia seduta di allenamento odierna, in sala stampa, a parlare con i giornalisti, ha parlato il centrocampista, Paolo Sammarco. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni:
“Parlare delle individualità in questo momento è riduttivo. Io cerco di dare sempre il mio contributo. Ora è sicuramente più visibile e spero possa essere sempre più utile per la squadra. La partita di Sassuolo ha dimostrato che ci siamo, basta essere uniti e compatti. Lo scivolone con il Napoli è stato brutto, lo sappiamo. Posso garantire che ce l’abbiamo messa tutta. Non possiamo dire che ci alleniamo male. La nostra difficoltà è dettata da piccoli elementi che purtroppo non ci permettono di dimostrare sempre sul campo il nostro valore. Sul modulo posso dire che non credo sia impazzito Stellone. Contro il Napoli ha pensato che fosse la scelta giusta da fare. Poi l’evolversi della gara è stato diverso e questo purtroppo non lo si può prevedere. In alcuni momenti abbiamo preso quasi un torello e abbiamo preso i cinque gol che tutti hanno visto. Ognuno di noi può avere la sua idea, ma noi dobbiamo ascoltiamo solo quella del nostro allenatore. Io fisicamente sto molto bene e sempre rispetto le decisioni del mister, che in questo momento mi sta premiando dandomi fiducia. E’ chiaro che nello spogliatoio l’umore non sia dei migliori, che ci sia chi non è contento. Dobbiamo essere uniti e coesi. Il fatto di darci per spacciati può essere per noi una forza in più, come chi a inizio anno ci dava come vittima sacrificale. L’attenzione è quella che bisogna aumentare per oltre 90′. Non possiamo permetterci passi falsi. Torino grande squadra, che attraverso un periodo non facile. Sarà una gara non facile, perché anche loro fanno del possesso palla una prerogativa. Dovremo scendere in campo come contro il Sassuolo. Speriamo che il loro momento negativo può aiutarci e tornarci utile. Hanno giocatori importanti e questo non so se potrà influire, noi ripeto ce la dovremo mettere tutta. Non bisogna comunque mai dimenticare che ci sono gli avversari e va rispettata la loro qualità e il valore dei nostri avversari”. Alessandro Andrelli
