Quattro anni. Quattro lunghi difficili, dolorosi anni. Era il 12 settembre del 2011 quando un boato ruppe la tranquillità di un intero territorio e un’esplosione immane si portò via Claudio Cancelli e i suoi due figli Giuseppe e Giovanni, e poi ancora Francesco Lorini, Giulio Campoli ed Enrico Battista, le sei vittime della Pirotecnica Arpinate.
Una tragedia che scosse l’intero Paese e che ancora oggi si fa fatica a dimenticare. I familiari ricordano i loro cari celebrando delle Messe di suffragio a Sora, alle ore 19 nella chiesa di Valleradice, e a Fontana Liri. Quattro furono le esplosioni in via Sant’Altissimo. La prima deflagrazione si registrò alle 14.45 nella zona di Carnello e venne avvertita a decine di chilometri di distanza. Poi si alzò un denso fumo nero e la notizia entrò in tutte le case generando profonda commozione. Tutti conoscevano la famiglia Cancelli, gente perbene, allegra, grandi lavoratori, così come brava gente erano Francesco, Giulio ed Enrico. Una tragedia immane che difficilmente si potrà dimenticare. Roberta Pugliesi foto piroweb.it
