E’ morto la scorsa notte nella sua abituazione a 95 anni Giuseppe Vellucci, per tutti da tanti anni ormai il “nonnetto volante” per via della sua grande passione per la corsa, per i titoli conquistati e per l’affetto che una città intera, Ferentino, gli ha sempre riconosciuto, seppur in rarissimi casi onorato con celebrazioni cittadine degne. Domani (mercoledì) i funerali.
Se ne va un pezzo di storia dello sport ciociaro. Tutti coloro i quali si sono in questi anni appassionati al podismo, non possono non aver incontrato, specie a cavallo degli anni ’80 e ’90, il “Nonnetto Volante”, all’anagrafe Giuseppe Vellucci. Nato a Ferentino il 15 luglio 1920, Vellucci ha prestato servizio nell’Arma dei Carabinieri fino al grado di sottotenente. Ha iniziato a correre negli anni 40′, poi all’età di 56 anni è diventato un maratoneta, conquistando nella sua lunghissima carriera ben 41 titoli nazionali e
internazionali, soprattutto nella categoria Master, vale a dire i corridori che superano i 70 anni.
Peppe Vellucci, che per tantissimi anni ha corso con la gloriosa “Atletica Ferentino” è stato campione del mondo a Birmingham (GB) il 29 agosto 1992 nella specialità dei 10 km. Medaglia di bronzo nella maratona di Turku (Finlandia) nel 1991, è stato in quell’anno anche vice campione Europeo a Mira (Venezia) nella specialità dei 25 km. Tra le tante maratone alle quali ha preso parte una menzione particolare merita Ostia (1980), Roma (1983 e 2000), Carpi (1985, 1995), Venezia (1991). Ben 10 le maratone (42 km) al quale ha partecipato. 9 le mezze maratone (21 km); 4 le gare di 10 km su pista, 5 le gare da 10 km su strada, 3 le gare da 5 km su pista; 3 le corse campestri, 3 le corse in montagna; una gara indoor da 1 km a Firenze nel 1987 e due corse a tappe, tutte in Ciociaria (1985, Piglio-Serrone-Acuto-Piglio; 1992, Frosinone-Ceccano-Supino-Piglio-Fiuggi-Ferentino-Anagni).
Se ne va uno degli sportivi simbolo del podismo ciociaro. Uno dei più amati e apprezzati in ambito nazionale. Tantissimi gli articoli a lui dedicati negli anni 80′ e ’90 dalla stampa specializzata e dai quotidiani locali. Amava dire: “Ho la corsa nel DNA. Non riesco a vivere senza correre, mi sento bene quando corro, libero, vivo. Non ho mai avuto sponsor, se non la mia famiglia e tutte le medaglie vinte sono solo il frutto della mia fatica e della passione per l’atetica. Ai giovani dico di fare sport, sempre e comunque“.
E’ stato un esempio per tutti, sportivi e non. Ha amato lo sport sano, e ha cercato di trasmettere i valori della ‘cultura sportiva’ ai giovani in ogni modo.
I funerali di Giuseppe Vellucci si svolgeranno domani pomeriggio (mercoledì 9 dicembre) alle ore 15.00 nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Ferentino.
Sarebbe bello se il Coni di Frosinone, il Comune di Ferentino, quanti hanno a cuore il podismo e lo sport nella provincia di Frosinone, si stringessero attorno alla famiglia per ricordare il “Nonnetto Volante”.
Alessandro Andrelli
