‘+++ Esclusiva +++ Anagni – Dipendente comunale va in pensione e scopre che non tutti i contributi sono stati versati

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Una storia assurda e incredibile quella che vede come protagonista un uomo che per oltre 40 anni ha prestato il suo lavoro a servizio prima delle fabbriche, poi dell’ente comunale. Per un enorme pasticcio non riesce a percepire la pensione, perché nell’arco di 27 anni lavorativi prestati al Comune, non sono stati dispensati(in qualche occasione), i contributi ai fini pensionistici.

L’ex dipendente comunale (A.L.) assunto nel 1989 a contratto indeterminato, full time, decide ad aprile del 2016 di fare domanda per la pensione. Dopo 42 anni, 10 mesi e 14 giorni viene consigliato dal sindacato che può richiedere la tanto desiderata pensione ed iniziare così a percepire la prima mensilità nel mese di settembre. L’ex dipendente per motivi inspiegabili non trova riscontro sul suo conto corrente, nessuna mensilità versata a settembre, tantomeno a ottobre, novembre e dicembre, niente liquidazione fine trattamento lavoro. A.L. sono 4 mesi che non percepisce stipendio, si rivolge all’ente comunale per avere spiegazioni, ma nessuno sa dargli una risposta. Scoraggiato ripone le sue speranze nel  sindacato CGL. Tramite il patronato viene a sapere che la sua pratica di pensione è ferma sulla scrivania di qualche responsabile comunale. Così il 7 dicembre accortosi del pasticcio, della mancata non comunicazione della pratica da parte del Comune all’INPS, si reca a Palazzo d’Iseo a chiedere spiegazioni. Parla con la segretaria comunale, non sa niente, non sa dargli una risposta. Tramite il sindacato scrive al Sindaco, all’assessore al Bilancio, all’assessore al Personale, ai capi settore del Personale, del Servizio del Personale e della Ragioneria. Chiede 10 giorni di tempo per avere una risposta, ma niente nessuna missiva che spiega che fine ha fatto la pratica della sua pensione e soprattutto il conto corrente senza mensilità: tutto avvolto nel mistero. Tramite delle ricerche viene a scoprire che l’Inps (ex ‘Inpdap) ha trasmesso il 9 agosto al Comune una comunicazione, nella quale avvisavano che mancavano dei contributi per chiudere la pratica. A.L. ancora più sconcertato dopo aver scoperto che l’ufficio ragioneria doveva scrivere la copertura dei contributi pensionistici e possedere la password per l’INPS, scrive di nuovo una lettera tramite il legale, chiedendo la visione degli atti che riguardano la sua pratica. Il povero lavoratore si ritrova senza stipendio già da 4 mesi e la situazione ancora non trova soluzione. In possesso dell’attestato di servizio fornito dall’addetto al Personale, sprovvisto della copertura contributi pensionistici. A.L. si pone una sola domanda: “Uscirà il responsabile di questo pasticcio per poter risolvere la questione e tornare ad avere uno stipendio e quindi una vita normale? Ho collaborato con tutti all’interno dell’ente, sono arrabbiato perché dovrebbe esserci un addetto al comune che comunica i contributi all’INPS. Fino ad oggi ancora non è stato comunicato niente. Una grave negligenza del personale a non controllare la mia pratica e capire dove sta l’intoppo. Dal 9 agosto l’INPS ha mandato una comunicazione al Comune dove si avvisava che mancava qualcosa per chiudere la mia pratica-pensione, ma intorno è rimasto solo silenzio.” Anna Ammanniti  
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