La Cassazione conferma la sentenza di assoluzione per i due macchinisti, Mario Mangano e Gabriele Venditti, difesi dagli avvocati Calogero Nobile, Antonino Nobile e Fabio Tanzilli.
Restano da quantificare i danni in sede civile, a carico del responsabile civile di una compagnia assicurativa, per tre feriti che non erano stati risarciti. Lo farà una sezione civile della corte d’appello. Il disastro in cui morirono Francesco Martino, studente 25enne di Isernia, e Antonio Vallillo, 49enne di Ferrazzano (Campobasso), vittime dello scontro tra i treni, risale a 11 anni fa: era il 20 dicembre 2005, quando il treno interregionale Roma-Campobasso, tamponò un convoglio della tratta Roma-Cassino fermo sui binari alla stazione di Roccasecca pronto per la ripartenza. Il 27 settembre 2012 il collegio penale del Tribunale di Cassino aveva condannato i due a tre anni e sei mesi, era stato riconosciuto l’errore umano, il colpo di scena era arrivato un anno dopo dalla corte d’appello che ribaltò la sentenza, ora la Corte di Cassazione scrive la parola fine con la conferma dell’assoluzione con formula piena. Mangano e Venditti hanno sempre detto che il semaforo era verde: questo è stato riconosciuto in via definita.
