Chiusura della Certosa di Trisulti. Arrivano i primi progetti da parte di quindici studenti universitari. Di questa idea è stato informato tramite una lettera anche Papa Francesco.
La notizia della chiusura della Certosa di Trisulti ha scatenato un vespaio di polemiche. Tanti i cittadini che si stanno dando un gran da fare per evitare che il monastero chiuda i battenti. Tra questi ci sono quindici universitari che stanno cercando di studiare il modo per poter far vivere ancora l’antica struttura. Tra i tanti progetti in embrione il recupero tempestivo dell’edificio trasformandolo un punto di accoglienza per i pellegrini abbattendo le barriere architettoniche in modo da renderlo accessibile a tutti.
“Creare una sorta di “MANSIONES” – scrivono in una nota stampa – stazione di riparo e di rifugio per i pellegrini nate nel 600 sul cammino di Santiago de Compostela, essendo uno dei punti principali della Via di San Benedetto“.
La Certosa, luogo e meta a cuore di tutti, pellegrini, gruppi, turisti, escursionisti, e non solo, offre un patrimonio artistico-culturale-naturale non indifferente alla comunità, sicuramente sarà apprezzata anche come punto di accoglienza, mantenendo le proprie caratteristiche e la sua concezione strutturale, e la zona di devozione, l’antica farmacia e la sua unica liquoreria che ci offre prodotti unici direttamente prodotti dai monaci cistercensi.
Del progetto è stato informato anche Papa Francesco. I giovani universitari aspettano le adesioni di tutti.
La Redazione di Frosinone
