Frosinone – Referendum, i commenti del mondo politico

Irene Mizzoni
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Sono numerosi i commenti dei vari esponenti politici della provincia di Frosinone e del Lazio, a poche ore dall’esito del referendum costituzionale.

Il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone: “La sonora bocciatura della riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi si può tradurre in un solo modo, nella vittoria schiacciante della democrazia. Nella scelta, consapevole, di uomini e donne liberi che hanno deciso di non piegarsi a facili strumentalizzazioni e che, a testa alta, hanno detto di voler essere protagonisti del loro futuro, del futuro dell’Italia. Questo risultato, quello che ha portato nella provincia di Latina il 68,67% dei voti a favore del no, non è un punto di arrivo. Ma è il punto di partenza per mettere in atto quelle riforme indispensabili perché il nostro Paese possa uscire finalmente dal torpore in cui è caduto da troppi anni. Questo risultato è ricco di significati e di moniti che non si possono ignorare. I cittadini italiani, i cittadini della provincia di Latina, non sono degli sciocchi. Sono persone che, come abbiamo sempre sostenuto, sanno decidere e scegliere, che non si fanno abbindolare da facili promesse, che sono stanchi di vedersi privati di diritti sacrosanti, tra cui quello di scegliere da chi essere governati, e che per questo hanno votato non contro qualcuno o contro le riforme, ma con fermezza hanno optato per riforme serie e capaci di dare risposte nella quotidianità. Nella vittoria del no c’è un chiaro segnale di cambiamento perché i cittadini sono stanchi di riformette che non portano a nulla. Con questo no hanno espresso in modo chiaro ed inequivocabile l’esigenza, non più procrastinabile, di scelte coraggiose, capaci di entrare nel merito delle questioni, di ammodernare l’Italia e renderla contemporanea con i tempi e con i cambiamenti che sono sopravvenuti. E’ un no netto ai tentativi di personalizzare la politica e di accentrare il potere. Su questi presupposti, ora più che mai, dobbiamo lavorare per dare al nostro Paese riforme serie, non pasticciate, e mantenere quegli impegni che sostenendo il no abbiamo assunto con ogni singolo cittadino. Una sfida che non solo accettiamo ma che intendiamo vincere”. Il coordinatore provinciale Forza Italia Frosinone, Pasquale Ciacciarelli:  La vittoria del No al referendum è l’orgoglio di un Paese che Renzi voleva assoggettare, con una dittatura mascherata, e svendere all’Europa e ai poteri finanziari forti. Le riforme adottate dal Governo avevano il solo scopo di portare un uomo solo al comando e di rendere il nostro paese vassallo dell’Europa; la gente ha capito questo messaggio recandosi massicciamente al voto referendario con una percentuale di affluenza record, grazie anche alla forte campagna referendaria portata avanti dagli opposti schieramenti. In questi lunghi mesi di avvicinamento al referendum, artatamente procrastinato nel tempo, ho percorso almeno 3000 km di un tour che ha portato la voce di Forza Italia in ogni angolo della provincia, durante il quale abbiamo spiegato ai cittadini il significato dei vari articoli della riforma, con particolare riferimento all’accentramento del potere politico, all’eliminazione del voto dei cittadini per il Senato, ai falsi risparmi, all’assoggettamento dell’Italia all’Europa, alla cancellazione delle nostre radici culturali e religiose, ecc. E forse non è un caso che nella nostra provincia la percentuale di votanti superi di circa 10 punti la media nazionale. Analizzando serenamente questo risultato referendario credo che sia fuori discussione la sonora bocciatura accusata da Renzi e dal suo cerchio magico che hanno spavaldamente cercato di ingannare ancora una volta i cittadini italiani che, invece, hanno avuto l’occasione straordinaria di esprimere nero su bianco il proprio dissenso alla riforma ma anche alla sua politica economica e sociale. E’ fuori discussione, infatti, che sul voto del NO abbia pesato, oltre all’avversione ai contenuti generali della riforma, anche il giudizio fortemente negativo del popolo su Renzi ed il suo governo. Non esagero se dico che Renzi abbia peccato di onnipotenza, volendo conferire al referendum anche la legittimazione del suo illegittimo governo. Per questo il referendum rappresenta per lui una sorta di implacabile legge del contrappasso, avendo pensato di poterlo utilizzare per legittimarsi dopo essersi seduto sulla poltrona di premier senza alcun consenso elettorale. Un Governo che in questi mesi ha mostrato tutta la sua lontananza dal paese reale dipingendolo in un quadro idilliaco e surreale. Venire a Cassino e promettere 2000 nuovi posti di lavoro proprio dove ci sono 4000 operai in cassa integrazione, mobilità o von contratti di solidarietà, è stata una mossa sbagliata che gli si è inevitabilmente ritorta contro. Ma da oggi bisogna guardare al futuro e non cullarsi su un trionfo che sarebbe invece effimero. Il Centrodestra italiano – conclude Ciacciarelli – ne è uscito fortemente compattato e da qui bisogna ripartire per ridare una speranza al nostro Paese attraverso politiche di sostegno alla famiglia, alle imprese, ai lavoratori e ai giovani; occorre riqualificare la sanità, ridare sicurezza ai cittadini e dignità alle forze dell’ordine attraverso politiche economiche liberiste e di tutela nazionale. Per questo auspico che il presidente della Repubblica Mattarella eserciti in pieno la sua funzione per fare in modo che, in pochissimo tempo, si arrivi ad una riforma elettorale il più possibile condivisa, che preveda il vincolo di mandato e l’aggregazione, attraverso la quale dare entro il prossimo anno al nostro Paese un governo legittimo, autorevole e forte. Il nostro Paese non ha tempo! Mario Abbruzzese consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme Isituzionali: “Il referendum ha fatto registrare un voto contro la politica e i provvedimenti presi dal governo Renzi. I cittadini sono andati a votare non solo per dire No alla riforma costituzionale, ma principalmente per negare qualsiasi “appoggio” al presidente del consiglio dei ministri. l’articolo uno della Costituzione recita: la sovranità appartiene al popolo. Gli italiani hanno deciso”. “In provincia di Frosinone il 68,09% degli elettori ha bocciato non solo Renzi ma l’intera classe dirigente del centro sinistra. I dati nelle maggiori città della ciociaria sono eloquenti e non lasciano spazio a fantomatiche interpretazioni: Frosinone, NO al 69,37%, Cassino al 68,69%, Sora al 68,76%, Alatri al 69,67% e Pontecorvo addirittura al 74,46%. Questo trend comunque è stato riscontrato anche nei medi e piccoli comuni segno che i cittadini avevano voglia di dire la loro e di dire No ad una riforma pasticciata ed a cui nessuno credeva, nonostante i tentavi meschini del presidente del consiglio di legare a questa modifica della Costituzione il taglio dei costi della politica. Si apre dunque una nuova fase per il nostro Paese. E’ ora di sedersi tutti intorno ad un tavolo riscrivere le regole del gioco e, finalmente, dopo cinque anni ridare la parola al popolo, che, come hanno dimostrato in questa tornata referendari ha “fame” di voto. Ha voglia di esercitare la sua sovranità, come stabilito nell’articolo 1 della nostra carta costituzionale”. Ha concluso Abbruzzese. Senatrice Maria Spilabotte: “Il risultato del referendum è netto ed inequivocabile. Come ha spiegato il Presidente Renzi non c’e’ spazio per letture diverse. Sono convinta che l’Italia abbia perso un’opportunità di cambiamento, ma il referendum purtroppo era carico di un significato politico troppo forte per essere valutato diversamente: “Un voto pro o contro Renzi”. Ha vinto il no con un vantaggio tale da non lasciare scelte a Renzi, dimissioni e crisi di governo. Abbiamo perso una battaglia che consideravamo cruciale per il futuro del Paese. Noi ce l’abbiamo messa tutta, ci abbiamo creduto e lavorato molto. Purtroppo non è andata come speravamo, ma questa è la  politica  e questa è  la vita: una volta si vince, un’altra si perde. Desidero ringraziare tutti coloro che si sono spesi fortemente per questa battaglia, quelli che ci hanno messo la faccia e che, aldilà dell’appartenenza politica, hanno provato ad entrare nel merito. Oggi è il momento fisiologico della delusione e della tristezza per non essere riusciti a cambiare come speravamo il nostro Paese. Da domani si ricomincia, certo si apre una fase difficile. A mio avviso il Presidente della Repubblica può valutare un governo di transizione per cambiare l’Italicum e fare la legge elettorale del Senato e poi subito al voto in primavera, ma sia chiaro che anche e soprattutto il fronte del No dovrà assumersi le proprie responsabilità. Da parte mia non verrà meno l’impegno di sempre. Questa si chiama Democrazia. Continuiamo a difenderla sempre. Insieme”. On.le Marino Fardelli: “Ogni singolo voto è da comprendere e analizzare. E’ il momento dell’assunzione di responsabilità perché, a seguito delle reazioni all’esito referendario, sono ancora più convinto che il voto abbia rappresentato un’ostilità verso il Governo e bene ha fatto il Premier Renzi a rimettere il suo mandato con dignità e con quel coraggio che non gli è mai mancato. Non credo affatto che questo risultato possa segnare l’inizio di una nuova crisi in rapporto con l’Europa piuttosto che rappresenterà l’inizio di un tempo difficile la cui complessità e il cui superamento dipenderanno esclusivamente da quanto la politica saprà avanzare proposte serie e credibili per il bene del nostro Paese. La provincia di Frosinone ha risposto in modo netto alla proposta referendaria ed è evidente che tutti gli sforzi di chi come me ha lavorato per il Si alla riforma, siano stati non decisivi. Ma non credo però in uno sforzo vano. In queste settimane infatti l’incontro con tanti cittadini e l’avvicinamento alla Costituzione, hanno rappresentato comunque una delle pagine più belle degli ultimi anni nel rapporto tra istituzioni e cittadini. Un dibattito serio e continuo che ha arricchito tutti noi culturalmente e umanamente. Ora però occorre superare quelle logiche di provincialismo che bloccano i nostri territori e li chiudono in dibattiti sterili, e guardare ad un contesto più ampio, sia politico che sociale, che sappia cogliere questo risultato e questa fase storica come occasioni per affrontare le incertezze, le preoccupazioni, le questioni reali del nostro Paese e dei nostri territori”.
Battisti (PD): esito Referendum una responsabilità collettiva, ora parole chiare. “Il risultato del Referendum ci consegna un carico di responsabilità maggiore perché dobbiamo essere capaci di recepire fino in fondo il disagio, le difficoltà, le speranze di questo paese che ha bisogno di proseguire la strada dello sviluppo sociale, economico e democratico. Ritengo che l’esito non sia attribuibile ad un solo fallimento di Matteo Renzi. Sono convinta che tutto il PD abbia contribuito in un modo o in un altro, senza discriminazione e pregiudizio, ad un risultato ben visibile di una sconfitta politica dello stesso partito. Tornerò sull’argomento nelle prossime ore con la dovuta riflessione per un impegno rivolto a rafforzare un legame con la società. Abbiamo bisogno di parole chiare e di contenuti reali, non di ricette nel breve periodo. Abbiamo bisogno di un progetto di ampio respiro per ricostruire migliori condizioni che in parte sono state già avviate dal Governo Renzi ma che devono essere arricchite da politiche riformiste e progressiste. Mi riferisco ai lavoratori, al sociale, alle giovani generazioni, alle donne, ai pensionati a quella parte di paese che non si è totalmente riconosciuta negli sforzi fatti per alzare il livello della qualità della vita. Parole chiare anche sui prossimi appuntamenti. Per questo torno sulla Del Rio, una Legge che ho già definito incompleta e che non consente la piena partecipazione. A dato referendario acquisito credo che debba essere un’urgenza quella di chiarire il vulnus legislativo che, se da una parte definisce le Province Enti di Secondo livello, dall’altra la Costituzione le inquadra nei livelli di governo territoriale a rappresentanza popolare. Il voto di ieri respinge la nostra proposta di riforma costituzionale, pertanto visto che bisogna andare a rinnovo del Consiglio Provinciale, siano i cittadini a scegliere i propri rappresentati in quell’assise. Una necessità che impedisce confusione, divisone e lacerazione riconsegnando ai cittadini la responsabilità della decisione”.
       
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