Due condanne per aver riciclato auto di lusso e un’assoluzione. Si è svolta, in tribunale a Cassino, l’udienza del processo a carico di A.P. di 40 anni, D. L. di anni 61 e R. L. di anni 86, tutti residenti nel cassinate, imputati dei reati di riciclaggio e truffa aggravata di autovetture di grossa cilindrata, rubate nella capitale e destinate al mercato ciociaro.
In particolare, i tre erano sospettati di aver alterato il numero di telaio e di aver cambiato la targa ad una porsche cabrio rubata, utilizzando documenti di una analoga autovettura proveniente dagli Stati Uniti d’America, risultata incendiata e destinata alla demolizione. Il Pm ha avanzato richiesta di condanna per gli imputati, mentre le difese, hanno chiesto l’assoluzione dei loro assistiti, con la formula di rito, per non aver commesso il fatto, in quanto, secondo i medesimi, durante l’istruttoria dibattimentale non era stata raggiunta la prova per cui l’alterazione del numero di telaio della autovettura Porsche sottoposta a sequestro fosse stata eseguita materialmente dagli imputati o che gli stessi fossero a conoscenza della provenienza illecita della stessa. Il Collegio giudicante, dopo una lunghissima camera di consiglio, ha assolto A. P. di anni 40, difeso di fiducia dall’avvocato Giampiero Vellucci e dall’avvocato Emanuele Carbone (nella foto) condividendo la tesi sostenuta dai due difensori, condannando, per contro, gli altri imputati. I due legali, dopo la lettura del dispositivo, che ha sancito l’assoluzione del loro assistito, si sono riservati la facoltà di agire al fine di ottenere il risarcimento del danno causato ad A. P. Red Cassino
