Nella seduta consiliare del 29 novembre, la pubblica assise ha approvato il Piano di Emergenza Comunale, analogamente alla maggior parte dei comuni della provincia.
Il Piano, redatto da una società incaricata dal Comune, è formato da diverse cartelle, la cui analisi ha provocato ironiche osservazioni da parte di attenti osservatori “chi lo ha votato, lo avrà letto prima di decidere cosa fare?”. Nel Piano si parla di ospedale nella sua essenzialità, lo hanno fatto notare Ambrosetti e Fenicchia; un capitolo fumoso ma, purtroppo, non l’unico dubbio. Il Piano di Emergenza Comunale “è obbligatorio a norma di legge (Legge. n. 100/2012) e fondamentale per le Amministrazioni comunali in quanto rappresenta uno strumento strategico per la gestione delle emergenze e per la prevenzione nella mitigazione dei rischi nei territori comunali. Il presente documento è stato redatto secondo le linee guida della Regione Lazio emanate nel Luglio del 2014, con la DGR Lazio n. 363/2014 e secondo le modifiche alle linee guida emanate con DGR n. 415 del 04/08/2015”. E ancora “Il P.E.C. sarà fatto dialogare con il Piano Regolatore Urbanistico Generale. L’Amministrazione Comunale infatti si impegna nel momento in cui redige il P.E.C. a valle del già presente e approvato PRG o, viceversa, di far convivere e comunicare in modo efficacie, idoneo e corretto le due pianificazioni”. Si tratta di una cosa seria, e sarà il caso, per gli amministratori anagnini e per chi abbia a cuore la città, di (ri)leggere bene e, se del caso, aggiornare e modificare. Jackal
