Due ore da incubo, in ostaggio di quattro banditi. L’ex sindaco di Fontana Liri, Giuseppe Pistilli e la moglie, sono rimasti vittima l’altra notte di una drammatica rapina in casa.
Il commando di banditi ha immobilizzato il medico ed ex primo cittadino mentre questi è uscito in giardino, poco prima di mezzanotte, per sistemare i cani prima di andare a dormire. Un gesto abitudinario del quale i malviventi, con chiaro accento dell’Est Europa ma che parlavano anche un corretto italiano, erano a conoscenza. Pistilli non ha avuto neanche il tempo di rendersi conto di quanto stava accadendo che è stato trascinato al piano superiore dove la moglie dormiva. Entrambi sono stati immobilizzati e costretti a consegnare, ai quattro banditi dal volto coperto e con le pistole in pugno, quanto contenuto nella cassaforte e nei portafogli. Un’ora e mezzo da incubo. L’allarme ai carabinieri è arrivato poco prima delle due della notte. Sul posto sono immediatamente arrivati i militari della Compagnia di Sorame del reparto Operativo Provinciale di Frosinone. I rilievi, che sono proseguiti fino alle prime luci dell’alba, hanno consentito agli esperti della Scientifica di rilevare numerose impronte digitali inviate poi in giornata al laboratori Ris di Roma. Sulla vicenda sta ora indagando il magistrato Roberto Bulgarini Nomi della Procura di Cassino. La rapina in casa Pistilli si va ad aggiungere alle sette messe a segno nel quadrilatero Arce, Fontana, Ceprano, Colfelice, negli ultimi quattro anni e tutte con lo stesso modus operandi. I banditi agiscono a colpo sicuro come se fossero perfettamente a conoscenza di quanto accade in casa. A poche decine di metri di distanza dalla casa di Giuseppe Pistilli, tre anni fa venne messa a segno un’altra rapina. In quel caso il padrone dell’abitazione, l’ex presidente di una squadra di calcio, venne brutalmente picchiato. (foto generica dal web) Angela Nicoletti
