La città di Frosinone deve essere salvata dalla <mal’aria> sulla problematica scende in campo il movimento civico ‘Frosinone in Comune’.
No ai tentativi a caso ma un piano a lungo termine che possa salvare la città di Frosinone dalla ‘mal’aria’. A poche ore dalla prima ‘domenica ecologica‘ Frosinone in Comune, il movimento civico che ha individuato nel commercialista Stefano Pizzutelli il suo candidato sindaco, interviene sulle tematiche ambientali. “L’ARPA, ancora una volta, torna a dirci che abbiamo abbondantemente superato il limite consentito di sforamenti dei limiti di legge sulle emissioni e, anche quest anno, ritorna la dura lotta all’inquinamento dell’Amministrazione Ottaviani. Questa volta, però, – sottolineano da Frosinone in Comune in maniera sarcastica – i provvedimenti per il risanamento dell’aria sono rivoluzionari: domeniche ecologiche, divieto di transito nel centro ai non residenti dotati di veicoli euro 0, ai mezzi pesanti e ai bus Cotral più inquinanti. A questo si aggiungono le limitazioni della temperatura a 20° e 18° nelle abitazioni private e nei luoghi aperti al pubblico Praticamente gli stessi dello scorso anno. E dell’anno prima, e dell’anno prima ancora, …. Il capolavoro poi sta nella possibilità di modificare, entro la metà di novembre, le misure adottate in base agli effetti sui rilevamenti delle emissioni: non è un segreto infatti che l’ARPA pubblichi costantemente dati sulle emissioni nel capoluogo e, dopo 4 anni, a questa Amministrazione dovrebbe essere ben chiaro quali siano stati gli effetti di tali misure sulle emissioni negli anni passati. Probabilmente questo dato però è sfuggito al sindaco Ottaviani perché l’Arpa ci dice che a Frosinone i limiti di legge sulle emissioni di PM10 sono stati superati per 120 giorni nel 2012, per 112 giorni nel 2013, per 110 giorni nel 2014, e per 115 giorni nel 2015 (fonte Legambiente su dati ARPA) a fronte di un massimo consentito di 35 giorni. Questi numeri ci dicono quindi che l’unico effetto tangibile delle misure proposte sarà quello di un maggior disagio per gli spostamenti dei cittadini. Guardando poi alle limitazioni delle temperature nelle utenze domestiche ed industriali, – commentano ancora dal movimento civico – ci chiediamo quale sia il metodo di controllo per verificare che nessuno stia illecitamente riscaldando casa propria o il proprio ufficio o il proprio negozio: verrà un vigile urbano con il termometro a controllare casa per casa?”
