Compie oggi 100 anni Antonio Ricci, nato il 18 ottobre 1915, durante la prima guerra mondiale.
Ha sempre vissuto a Colfelice, nella casa paterna di via Sauta, fatta eccezione per il periodo di servizio militare e di combattente della guerra 1940-45 (oltre 6 anni!). Sin dagli anni giovanili si è dedicato al lavoro dei campi di proprietà con ammirevole passione e competenza ed è sempre stato legato alle istituzioni pubbliche e alle tradizioni del territorio. Sposato con Loreta Fraioli ha avuto due figli, Bernardo (purtroppo morto prematuramente) e Vincenzo. Oggi il centenario sarà festeggiato nella sede comunale dai familiari. Oltre alla moglie e al figlio saranno presenti le nuore Piera e Pina, i nipoti Federica, Serena (con la figliola Evita), Antonio e Davide, il fratello Pippo, le sorelle Ida e Gaetana e numerosi altri parenti ed amici. Il sindaco Bernardo Donfrancesco, a nome dell’Amministrazione comunale, gli consegnerà una medaglia d’oro e una pergamena con il seguente testo: “L’Amministrazione comunale ad Antonio Ricci, felicemente giunto all’eccezionale traguardo dei 100 anni, testimonianza di una longevità sana e operosa, sempre ispirata ai più puri e nobili principi che caratterizzano il patrimonio civile e sociale della terra di origine; in riconoscimento di una vita contrassegnata da non comune spirito di coraggio e sacrificio e di esemplare dedizione alla famiglia e al lavoro; nel particolare ricordo degli anni di servizio militare e di lunga e sofferta esperienza di guerra che lo videro: soldato di leva a Derna, in Libia, dal 23 settembre 1937 al 17 novembre 1938 (rientro a Napoli) ; richiamato alle armi nel 49° Rgt. Fanteria il 14 giugno 1940 e partito per l’Albania nell’84° Rgt. Fanteria da Bari il 23 novembre 1940; sbarcato a Durazzo il 24 novembre 1940, in territorio dichiarato in stato di guerra; nel Montenegro dal 5 aprile 1941; in Jugoslavia dal 10 settembre 1943 (con la Div. Garibaldi): prigioniero dei Tedeschi il 31 marzo 1944 a Zenica e Belgrado, liberato dalle truppe partigiane jugoslave l’8 ottobre 1944, rientrato in Italia il 2 luglio 1945 e congedato il 17 ottobre 1945; con simpatia e gratitudine per i saldi e duraturi legami di affetto e di solidarietà con la propria famiglia e con la comunità cittadina di Colfelice; e con i più vivi auguri di altri anni ancora di vita serena”.
