L’ammanco per la società titolare della concessionaria della licenza e della società proprietaria della macchinette supererebbe il milione e duecentomila euro.
L’inchiesta della Guardia di Finanza di Cassino e della Polizia, coordinata dal sostituto procuratore Alfredo Mattei, ha messo le mani e smantellato un presunto sistema truffaldino di riscossione delle vincite simulate in una sala videolottery del Cassinate. Il sistema, stando alle indagini, era stato articolato per riscuotere vincite in realtà mai avvenute, con una presunta manomissione delle macchinette. Ventinove gli indaganti – a vario titolo per truffa e ricettazione – residenti tra Cassino, Pontecorvo e Piedimonte San Germano, ai quali la Procura ha notificato il rituale avviso di conclusione della indagini preliminari. I fatti risalgono alla primavera del 2015, quando in un sala slot si sarebbero accalcati di fronte a otto macchinette per perpetrare la presunta truffa. Le difese degli indaganti hanno già fatto sapere che sarebbe “impossibile manomettere le cassette di sicurezza delle macchinette”, per cui si concentreranno su questo elemento.
