Dovranno comparire davanti al Gup del tribunale di Frosinone i nove indagati della vicenda ‘ganasce’.
L’ex direttore generale dell’Asl, il generale Zuppa, il titolare di una ditta di rimozione auto ed altre sette persone sono accusate di estorsione e abuso nell’esercizio delle proprie funzioni. Un ritorno questo che scaturisce dalla decisione dei giudici della Cassazione di rinviare nuovamente gli atti dell’indagine in Procura dopo che i quattro erano stati prosciolti sempre dal Gup in una prima udienza. Su questa decisione avevano presentato ricorso in Cassazione sia la Procura che le parte civile. Con due distinti ricorsi, il pm Barbara Trotta, che aveva coordinato le indagini condotte dalla polizia stradale di Frosinone, e l’avvocato Calogero Nobile hanno chiesto l’annullamento del proscioglimento. Nella sua impugnazione, la procura contesta «contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione» secondo la quale non sussistono gli estremi per mandare a giudizio i nove imputati per violenza privata ed estorsione. In pratica il magistrato che ha mandato tutti assolti ha ritenuto che contro la sosta selvaggia la Asl aveva legittimamente organizzato il servizio di rimozione e che trattandosi di area privata, benché assoggettata a uso pubblico, non era necessario procedere con il verbale di accertamento delle infrazioni per apporre le ganasce o rimuovere i veicoli. L’udienza è stata fissata per il prossimo 20 gennaio ed il collegio difensivo è composto oltre dall’avvocato Calogero Nobile per la parte civile anche dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola. Ang.Nic. (Foto:web)
