Cento giorni. Per la giunta D’Alessandro – Di Zazzo – Scittarelli – Abbruzzese sono passati i primi cento giorni. Certo ne restano più di 1700 e si può ancora rimediare ma in città già serpeggia una buona dose di amarezza e di delusione.
La giunta D’Alessandro – Di Zazzo – Scittarelli – Abbruzzese è partita male. Un pessimo esecutivo frutto di “inciuci” elettorali che il sindaco Carlo Maria D’Alessandro ha accettato dopo una campagna elettorale durante la quale ha detto: <Farò accordi solo con la gente>. Forse gli accordi non li ha fatti lui, forse li ha fatti Mario Abbruzzese. Certo è che in giunta c’è Tullio Di Zazzo, una persona indicata da Bruno Scittarelli. E come se tutto ciò non bastasse le scelte sulle deleghe cozzano con le competenze professionali. Con tutto il rispetto per le persone: ha senso politico e amministrativo un tecnico ai tributi? E ancora. Ha senso un avvocato all’urbanistica? Secondo noi no! E secondo voi? Dopo cento giorni i risultati non sono brillanti. Non poteva essere diversamente. In questa prima fase amministrativa i fari sono stati puntati sul caso dell’acquedotto comunale. In campagna elettorale D’Alessandro e Petrarcone hanno assunto impegni contro Acea. I fatti, un po’ alla volta, stanno dimostrando che quegli impegni non potevano essere rispettati. Non sarà colpa di D’Alessandro, forse non lo è neanche di Petrarcone, ma i fatti sono fatti e le promesse elettorali restano promesse. Non mantenute, se preferite non mantenibili. Qualcosa si è mosso a livello di manutenzione. Si è “mosso” il mercato dal centro. Piazza Labriola non è ancora il “salotto” della città. Per la verità si sono mosse anche altre cose a cominciare dalla rotatoria lungo il viale Di Biasio. La procedura amministrativa “cammina”. Ma camminano anche i costi che sono aumentati di 200mila euro. Perché? In questi primi cento giorni di amministrazione non è sfuggito ai cassinati il fatto che il politico che per tutta la campagna elettorale è stato “invisibile” adesso è invadente e finisce per “oscurare” il sindaco Carlo Maria D’Alessandro. La confusione tra ruolo politico e amministativo è palpabile, evidente, per alcuni aspetti imbarazzante. La vicenda dello staff lo conferma. Forza ingegnere, dopo 100 giorni è arrivato il momento di battere un colpo, di rivendicare l’autonomia amministrativa. La sua è stata una vittoria risicata, frutto della spaccatura del Pd. Petrarcone vinse a vele spiegate eppure il vento si è fermato. Per chi ha vinto con la bonaccia il pericolo è ancora maggiore. E i primi 100 giorni sono stati tutt’altro che una navigazione attenta e sicura. Cassino non è una città di mare ma finire sugli scogli, politici e amministrativi, è possibile ovunque. IL PUNGOLO
