(Di Dario Facci) “La segreteria di Elly Schlein ha sicuramente animato un grande entusiasmo. È però necessario che questo entusiasmo si traduca in partecipazione se davvero vogliamo che il partito democratico riprenda slancio anche sui territori, dove magari mostriamo un po’ di affaticamento”. E’ l’incipit della dichiarazione di Alessandra Maggiani, referente provinciale di Frosinone dell’area Cuperlo del Partito Democratico.
Lo si legge nella nota diffusa dai vertici regionali di “Promessa Democratica”, la piattaforma di Gianni Cuperlo per il congresso costituente del nuovo Pd (almeno così doveva essere). “Cuperlo – sottolinea la Maggiani – con la sua piattaforma ma soprattutto con un presidio di lungo corso di temi e posizioni di sinistra – può essere un terreno su cui costruire una rinnovata partecipazione. Facciamo in modo che l’entusiasmo non si trasformi in delusione”. Una dichiarazione piuttosto forte quella di Alessandra Maggiani. Del resto se i cuperliani hanno sentito il bisogno di richiamare l’attenzione sul nuovo corso (come gli associati del comitato pro Schlein di Frosinone va ricordato) evidentemente, dal loro punto di vista, qualcosa non sta andando per il verso giusto. O meglio, per il verso che la segretaria nazionale vorrebbe. Il fatto: venerdì scorso gli iscritti del Pd del Lazio e di Roma che hanno sostenuto la piattaforma “Promessa Democratica” si sono riuniti al Nazareno, alla presenza di Gianni Cuperlo, per un’analisi del voto congressuale all’indomani delle Primarie. Un appuntamento post congressuale che ora, come si evince nelle dichiarazioni, deve dare il via a una fase del “fare”. “Sarà nostro compito – dichiara Ivana Della Portella, coordinatrice regionale e membro della Direzione Nazionale – orientare i percorsi congressuali, da quello regionale a quello delle diverse federazioni, stimolando idee e proposte programmatiche come motore di rinnovamento e di ritrovata fecondità politica. Abbandonando i percorsi a ritroso in cui i nomi prevalgono sulle opzioni politiche”. “A Roma è necessario un impegno ancor più intenso – sottolinea Aurelio Mancuso, coordinatore romano – che individui le priorità su cui ricostruire un partito provato da anni di latitanza, di assenza politica e di problemi organizzativi”. Sarà interessante vedere se queste intenzioni avranno effettivamente eco non solo a Roma ma anche nelle province e nello specifico a Frosinone, oppure resteranno solo una voce trasportata dal vento, poiché il nuovo corso del partito, nel Lazio, non solo non è arrivato ma non risulta che sia stato neanche nominato negli ambienti egemoni.
