Pastena – Scuole a rischio, Gnesi si appella a Regione ed Anci

Carlo Capone
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Già in passato il sindaco di Pastena Arturo Gnesi aveva posto l’attenzione sul problema della possibile soppressione delle scuole nei piccoli centri come il suo. Ora Gnesi torna all’attacco, spiegando come ci sia stato un ulteriore incontro con i responsabili regionali per illustrare il problema e appellandosi anche all’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Spiega Arturo Gnesi: <Abbiamo illustrato i problemi dei piccoli centri rurali alla vice presidenza della Regione Lazio e la necessità di cambiare le regole per evitare di avere una scuola senza futuro e un futuro senza scuola. Aspettiamo che anche l’Anci ci dia qualche suggerimento per evitare che le attuali regole sui limiti per la formazione delle classi diventino  una trappola per i piccoli comuni come Pastena. Abbiamo proposto che la scuola dell’obbligo rimanga funzionante nei piccoli centri abbassando il limite minimo di alunni per le classi da costituire>. Entra nel merito della questione Gnesi, spiegando quali siano le problematiche che emergerebbero in caso di soppressione dei plessi scolastici:<Abbiamo illustrato gli sprechi e i pericoli per quelle famiglie che devono accompagnare i loro figli nelle scuole dei paesi vicini, i consumi per la pubblica amministrazione e il rischio del tracollo delle attività commerciali che vengono aiutate e stimolate dalla presenza della scuola nel proprio territorio con la tendenza all’abbandono dei centri storici. Il paradosso in questa vicenda è che la politica è assente, si seguono le linee guida nazionali, ovvero le scuole come le aziende mentre gli alunni hanno opportunità didattiche diverse a secondo del comune dove risiedono>. Gnesi conclude con un appello: <Nonostante i diritti degli alunni siano calpestati, perché  la cultura sarà vincolata al peso economico delle loro famiglie, nessuno accetta la sfida di tutelare il diritto alla scuola dei piccoli centri, nessuno  come don Lorenzo Milani annuncia “ I Care”. La politica deve tornare a “fare la differenza”   chiudendo quella stagione di inciuci e compromessi e aprire una nuova fase nella quale vanno trovate le soluzioni ai problemi capaci di andare oltre la  logica del manuale Cencelli>. CAP
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